Into the wild: da Rapallo al Santuario di Montallegro lungo il sentiero del Tuia

Dove nasce un corso d’acqua? Quali pietre, massi, radici e piante lambisce o trascina con sé prima di incontrare il mare? Quali persone lo hanno risalito, quante si sono avvicinate per rinfrescarsi dopo un lungo cammino? Un corso d’acqua è natura, storia, mistero, fascino. Ecco perché percorrere il Sentiero del Tuia non significa solo camminare. Vuol dire ripercorrere i passi della storia di Rapallo, quella fatta di contadini e mugnai, di sacchi di farina trasportati da una parte all’altra della vallata lungo quei sentieri che, un tempo, erano le uniche tratte commerciali via terra a disposizione.

La Valle del Tuia prende il nome dal rio che attraversa la parte più incontaminata, selvatica, a tratti quasi impraticabile, che dal quartiere di San Rocco entra nel cuore del Sestiere Seglio (il più orientale dei sei in cui è suddiviso il territorio di Rapallo) e sale fino al Santuario di Montallegro. Il Sentiero del Tuia è senza dubbio più antico della storica e ben più nota Mulattiera che conduce al Santuario. Non per questo è meno ricco di spunti naturalistici e culturali. Unica differenza: non è un itinerario adatto a tutti. Non perché particolarmente impegnativo – in un paio di punti occorre guadare il rio, ma l’alveo è stretto e la portata d’acqua, soprattutto in estate, non impensierisce – ma perché l’itinerario soprattutto nella parte centrale, presenta una vegetazione spontanea incolta fatta di rovi e arbusti che rendono il passaggio in alcuni punti più arduo del previsto. Insomma, per farla breve: può valerne la pena, ma solo se siete motivati, pronti a sopportare qualche graffio qui e là, adeguatamente equipaggiati (sono consigliate le scarpe da trekking e lungo il tragitto non si incontrano fontanelle) e soprattutto armati di tanta pazienza per scostare i rametti spinosi non propriamente piacevoli che vi troverete davanti per buona parte del tragitto.

38136152_10156730810763243_9115642338536849408_nSe “Into the wild” è il vostro motto e le premesse non vi spaventano… Bene, siete pronti per mettervi in cammino! Si parte da via Tuia, costola di Via Aurelia di Levante, poco distante dalla chiesetta di San Rocco. Non sono presenti cartelli informativi, bisogna quindi fare attenzione ai segnavia (un rettangolo bianco e rosso), benché  in alcuni punti del tragitto non siano immediatamente individuabili e si renda necessario aguzzare la vista.

Partiamo. La prima parte del percorso si snoda lungo la pedonale asfaltata che costeggia WhatsApp Image 2018-07-30 at 12.09.22(1)la riva destra del rio Tuia. Si oltrepassa un ponticello in pietra, che il trascorrere del tempo ha reso inagibile, e che richiama ad un passato lontano. Si avanza. Sul versante opposto, ecco apparire un fabbricato di colore rosa, due ruote verticali adese alla parete esterna che sonnecchiano sotto la calura di un pomeriggio estivo. WhatsApp Image 2018-07-30 at 12.09.22(2)E’ il mulino Seglio, uno dei tanti (di cui ora non restano che pochi ruderi) che un tempo sorgevano sulle sponde del Tuia e che valsero a quest’area l’appellativo di “Valle dei Mulini”: segni di storia, di vita, di insediamenti rurali che hanno portato il sentiero del Tuia ad essere inserito nell’elenco dei SIC, Siti di Importanza Comunitaria.

Proseguiamo, il viottolo si addentra nell’ombra della vegetazione; si incontrano alcune abitazioni sparse. Qui termina la parte asfaltata, il sentiero prosegue lungo la sponda destra del rio finché il segnavia non indica il primo guado da affrontare per proseguire sulla sponda opposta. Niente paura: l’acqua è bassa e il rio si attraversa facilmente, un piede dopo l’altro sulle pietre che spuntano dal greto. Andiamo avanti sulla sponda sinistra. A questo punto, il sentiero inizia a salire. Cascatelle d’acqua gorgogliano nelle pozze, illuminate dalla debole luce che filtra nella boscaglia. Rocce levigate dallo scorrere dell’acqua rendono questo tratto del percorso davvero particolare. E qui viene il bello, perché sembra di essere catapultati in una vecchia puntata di “Giochi senza Frontiere”. Il maltempo ha provocato la caduta di qualche albero, i rami 38279366_10156730810708243_1425459500483084288_nprecipitati sul sentiero rendono non propriamente agevole il passaggio in alcuni punti. Giungiamo in località Aegöea, dove sgorgano le sorgenti del Tuia. Il silenzio e l’ombra che avvolge i sassi assieme al muschio rende l’ambiente davvero suggestivo. Ora il sentiero sale, la boscaglia inizia a diradarsi, tra le fronde si aprono squarci panoramici.

Il tragitto avanza serpeggiando in direzione Santuario di N.S. di Montallegro, rendendo la salita più dolce e non particolarmente impegnativa salvo per la vegetazione spontanea che cresce a profusione. Si giunge in località Crestuzzo, un antico nucleo abitativo. Non manca molto alla meta. Pian piano il paesaggio assume un aspetto familiare: quello della lecceta che panorama tuiacaratterizza la salita a Montallegro. L’ultima parte del percorso si snoda in un pianoro, all’ombra dei lecci. Ed ecco che il sentiero va ad intersecare la storica Mulattiera che sale al Santuario, poco al di sotto della scalinata che conduce alla stazione della Funivia.

Torniamo a valle proprio a bordo della Funivia Rapallo-Montallegro, la vista sul promontorio di Portofino che si perde nella foschia della calura estiva regalandoci il consueto, suggestivo panorama.

Arrivederci al prossimo itinerario!  

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