C’era una volta un lungomare, ci sarà un nuovo lungomare. Perché siamo tenaci come il pino sulla “carega”. #ForzaTigullio

Rapallo Outdoor è un racconto. composto da tante storie. Questa è la più difficile da narrare.

C’era una volta un lungomare. Una passeggiata tra scorci di incredibile bellezza che dallo storico ponte di via Avenaggi (nella zona a est del territorio rapallese) procedeva affacciandosi sull’Antico Castello sul Mare, sulle villette in stile liberty, sulla splendida frazione di San Michele di Pagana, con le sue casette colorate impregnate di salsedine. E ancora Santa Margherita, il fascino della “perla del Tigullio” che si protrae dai quartieri di Ghiaia e Corte al Covo di Nord Est, simbolo della Dolce Vita. Avanti ancora, fino allo splendore un po’ selvaggio di Paraggi, con l’acqua verde smeraldo che lambisce la baia. Quel piccolo gioiello che è la zona di Niasca. Fino a che la strada serpeggia fino ad arrivare all’incanto di Portofino. Oggi quella strada, praticamente, non c’è più.  L’impeto delle onde ha colpito la costa con una mareggiata che gli anziani, memorie storiche, non ricordano di avere mai visto.

A Zoagli, la passeggiata a mare in fregio alla scogliera non esiste più. Rapallo, lunedì 30 ottobre, si è svegliata in un’atmosfera da film apocalittico. Solo che non era un film. La diga foranea del porto abbattuta dalle onde, le imbarcazioni arenate sul litorale e sulla scogliera, i locali del lungomare e la passeggiata stessa invasi di sabbia e detriti erano la cruda realtà. A San Michele di Pagana le casette colorate ora guardano lo scenario desolante di una piazzetta e una passeggiata a mare devastate da onde e vento. Situazione analoga a Santa Margherita. Del Covo di Nord Est rimane solo parte della struttura in pietra. Tra Paraggi e Portofino, la strada è come risucchiata da una voragine e il Borgo al momento è isolato, raggiungibile solo via mare o tramite i sentieri sul Monte.

Molti di noi, appassionati di attività outdoor, hanno percorso centinaia di volte questo lungomare. Camminando, oppure correndo. Il tratto tra Santa Margherita e Portofino, essendo pianeggiante, brulica di podisti e runner estate e inverno: correre a picco sul mare, con il panorama del Tigullio che scorre davanti agli occhi, ha un che di mistico, di terapeutico. E’ attività fisica, relax, riflessione. Tutto assieme. Vedere questo, pensare che la passeggiata a mare è in buona parte distrutta, fa male. E’ irreale, inaudito. Eppure, qualcosa ha resistito: il piccolo pino sulla “carega”, il pittoresco scoglio a forma di sedia a Paraggi. Le onde non lo hanno scalfito: è ancora lì, tenace. E così sono gli abitanti del Tigullio. Che magari, come da tipico luogo comune, saranno anche burberi e di poche parole, ma quando c’è da rimboccarsi una mano e rimboccarsi le maniche lo fanno senza battere ciglio, silenziosi e operosi. Torneremo a camminare e a correre su quel lungomare. E aspettiamo tutti gli appassionati di attività outdoor a venire nel Tigullio, a scoprirne le bellezze paesaggistiche, i siti storici, i sentieri. Ad ammirare la natura, che a volte ci dimostra in maniera anche brutale quanto sia importante valorizzare e tutelare questo splendido territorio.

#ForzaTigullio

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Il piccolo e tenace pino sulla “carega”

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2 risposte

  1. maxilpoeta ha detto:

    una vera tristezza vedere il Tigullio ridotto in quelle condizioni, purtroppo anche altre zone della nostra bellissima Liguria sono state distrutte. Il clima purtroppo non guarda in faccia nessuno.
    Speriamo di poter vedere di nuovo come prima questo bellissimo angolo di Riviera.

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