Prima escursione di Rapallo Outdoor Social Walking! Da Rapallo a Chiavari tra ricci di castagne e scorci da sogno

Buona la prima. Domenica 21 ottobre il gruppo Rapallo Outdoor ha organizzato la prima escursione Social Walking. Di cosa si tratta? Semplice. Il concetto è quello di una gita tra amici. La differenza è che molte delle amicizie si formeranno proprio durante quella gita! Il punto di partenza è stata la creazione di un evento sulla pagina Facebook Rapallo Outdoor con indicato l’itinerario scelto: il percorso Rapallo-Chiavari passando per il monte Pegge, il Santuario di Montallegro e il passo dell’Anchetta, con arrivo in località Sampierdicanne. L’evento era rivolto a tutti gli appassionati di camminate che avessero il piacere di parteciparvi.

Già, perché lo scopo è proprio questo: condividere un’esperienza e una passione che si ha in comune – nel caso specifico, il trekking – e scambiare idee ed esperienze.

L’esito è stato incredibile: alle 9, nella piazza del municipio di Rapallo (il punto di ritrovo) eravamo presenti in 22 (anzi 23, perché con noi c’era anche Perro, simpaticissimo cagnolino eletto ufficialmente mascotte del gruppo). Alcuni di noi già si conoscevano; altri avevano già partecipato ad iniziative simili; altri ancora non si erano mai visti prima. L’età è variegata, e il bello è proprio quello: camminare fa bene ed è un’attività praticabile a tutte le età.

Ci si presenta, ci si scambiano le prime impressioni. E poi via, si parte per l’escursione. Oltrepassiamo la stazione ferroviaria e troviamo un cartello con indicato il percorso all’imbocco di Salita Sant’Agostino. Il segnavia è un cerchio rosso barrato.

Prima tappa, la chiesetta di Sant’Agostino in Cerisola (uno dei Sestieri, ossia le aree in cui è suddiviso il territorio di Rapallo). Avanziamo in direzione Piana dei Merli, con i suoi prati un tempo coltivati, che raggiungiamo dopo aver camminato a passo medio seguendo il sentiero che sale tra la vegetazione fendendo la zona boscosa nella frazione rapallese di San Quirico di Assereto, con le sue casupole che si intravedono attorno alla chiesa frazionale. Nel bosco, nonostante il caldo anomalo della scorsa settimana, l’autunno screzia gli alberi con i suoi colori; si cammina in un tappeto di ricci, che lasciano intravvedere succulente castagne. La tentazione di fermarsi a farne incetta pregustando le squisite caldarroste è forte, ma proseguiamo. Una volta oltrepassata la Piana dei Merli, ci dirigiamo verso la terza tappa dell’itinerario: il monte Pegge, su cui fa capolino il Rifugio Margherita. L’ultimo tratto prima di arrivare al monte Pegge è piuttosto ripido: c’è chi lo affronta con il piglio del trekker d’esperienza e chi con maggiore calma. All’ora di pranzo, il gruppo è a rifocillarsi nell’area esterna al Rifugio, di proprietà del Gruppo Alpini Rapallo. Panini e cioccolata, poi un po’ di meritato relax stesi al sole, intervallato da scatti fotografici. La foschia dovuta all’umidità non rende tutta la meritata giustizia al panorama che si gode dalla vetta del Pegge (768 metri), che è ad ogni modo splendido e abbraccia tutto Golfo Marconi in un’esplosione di verde e azzurro.

Selfie di gruppo, poi ci si incammina in direzione Santuario di N.S. di Montallegro, seguendo questa volta il segnavia rombo rosso. Il percorso, ora, è dolce e segue il crinale fino al passo della Crocetta (599m), oltrepassiamo l’antica cappelletta in pietra prospiciente la strada carrabile e imbocchiamo nuovamente il sentiero. Incontriamo il bivio per Canevale (località della val Fontanabuona), e continuiamo ad addentrarci lungo il sentiero che conduce al Santuario mariano. Il campanile sbuca tra i lecci: eccoci sul piazzale del bianco Santuario. Un sorso d’acqua alla storica fonte, poi via, alle spalle della chiesa. Una targa sul retro del Santuario ci ricorda che a poca distanza, sul Monte Rosa, nel 1935 Gugliemo Marconi effettuò gli esperimenti sulle onde radio. Ora seguiamo il segnavia con due quadrati vuoti rossi.

Arriviamo alla Casa del Pellegrino: alcuni di noi ne approfittano per una rapida pausa caffé, altri per scattare altre foto allo splendido panorama. E via, perché la strada da percorrere è ancora lunga.

Avanziamo e raggiungiamo località Pianalunga dove un tempo le famiglie rapallesi si ritrovavano per un momento conviviale dopo la visita al Santuario, durante il mese mariano. Poco dopo, ci troviamo di fronte a un bivio: a destra si svolta in direzione di Sant’Ambrogio di Zoagli, a sinistra si costeggia il monte Castello, chiamato così perché, sulla sommità, sorgeva il cosiddetto “castrum rapallinum”, antica roccaforte medievale (risale al XII secolo) che ci riporta alle lotte tra Genova e le famiglie Malaspina e Fieschi per la supremazia sul territorio.

Andiamo avanti, il fruscio dei passi tra le foglie dorate dei castagni. Giungiamo alla Colla di Oneto (525m), dove si trova una piccola edicola. Il percorso si muove in un saliscendi che ci porta al Passo dell’Anchetta (474m): da qui, la vista sul promontorio di Portofino è incredibile, anche se velata dalla foschia (maggiori informazioni sul sito  Sentieri Chiavari  creato da Stefano, che è anche autore della pagina Facebook “Èrbi e prie e antighe vie de Ciävai”, “Alberi e pietre e antiche vie di Chiavari” in dialetto genovese, e che ha partecipato alla prima escursione di Rapallo Outdoor, nel nome di una collaborazione proficua per la valorizzazione della rete sentieristica del comprensorio.

Qualche scatto e si riparte. Scendiamo lungo la mulattiera in un fitto castagneto. In alcuni punti il tragitto è piuttosto ripido e bisogna fare un po’ attenzione. Chi di noi cammina aiutandosi con i bastoni è un po’ più agevolato. Si prosegue, ora le indicazioni non sono molto evidenti, occorre seguire il segnale a forma di bandierina bianca e rossa. Arriviamo in località Campodonico, frazione di Chiavari, e successivamente a Sanguineto (203m). Più avanti, dopo aver ammirato mirabili scorci su Chiavari e le cime alle sue spalle che si perdono nell’entroterra, sbuchiamo sul piazzale della chiesa di San Martino di Maxena (153m). Ultimo sforzo: la lunga scalinata che da qui conduce a località Sampierdicanne. ci siamo: eccoci arrivati a destinazione al termine di una camminata lunga ma davvero gratificante. Perché vedere le persone stanche, ma felici al termine dell’escursione è stato davvero bello. Perchè salutarsi e darsi appuntamento alla prossima gita, come se ci si conoscesse da sempre, lo è stato ancora di più. E perché il social walking è anche questo: scoprire assieme luoghi a noi molto vicini ma che, per diversi motivi, sono ancora poco conosciuti perfino a chi è del posto!

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