Su e giù lungo la Crêuza de mä

E‘nt’a barca du vin ghe naveghiemu ‘nsc’i scheuggi
emigranti du rìe cu’i cioi ‘nt’i euggi
finché u matin crescià da puéilu rechéugge
frè di ganeuffeni e dè figge
bacan d’a corda marsa d’ægua e de sä
che a ne liga e a ne porta ‘nte ‘na crêuza de mä

Vent’anni fa se ne andava Fabrizio De André. Grandissimo cantautore, certo. Ma soprattutto, straordinario poeta.

Una voce calda e profonda, che penetra dentro. Musica da ascoltare, sì. Ma non con un ascolto superficiale. Perché De André, con le sue ballate, ti sbatte in faccia la realtà. Cruda, nella maggior parte dei casi. Vera, senza fronzoli. E fa riflettere. Faber fa un viaggio dentro di noi portandoci a vivere le storie di personaggi straordinari, spesso fantasiosi eppure ispirati alla realtà e tremendamente attuali.

Siamo in riva al fiume con la sfortunata Marinella; viviamo il pathos degli ultimi, concitati attimi della vita del giovane Piero, simbolo della tragedia della guerra, ma anche del riscatto dell’animo umano, che rinuncia a commettere il gesto di estrema violenza a costo di rimetterci la propria vita. Ci sembra di passare un dito sulla cicatrice che solca il viso del Pescatore; camminiamo accanto alle prostitute di Via del Campo, volteggiamo sull’altalena con Nina in un gesto di pura libertà. Ripercorriamo gli istanti della storica alluvione di Genova in “Dolcenera”.

E poi eccoci lì: a percorrere la creuza (la mulattiera, o viottolo, in dialetto genovese) che ci porta “da o Dria”, nel locale di Andrea, nella sua casetta in pietra. Percorrere le creuze di Liguria – che siano i carruggi, i vicoli nei centri storici, o le mulattiere che si inerpicano in collina – ha un che di magico, allora come oggi. I muri di contenimento che spesso delimitano le creuze sembrano opprimere, ma anche proteggere, e guidare il cammino fin laggiù, al mare che sonnecchia sullo sfondo.

Sono vicoli intrisi di salsedine, di storia, di storie. Dove si incontra la bellezza, che si fonde tra versi, musica, volti e luoghi d’altri tempi eppure sempre uguali.

Potrebbero interessarti anche...

Una risposta

  1. maxilpoeta ha detto:

    un vero poeta, uno di quei cantautori che rimarrà per sempre nella storia della musica. Per noi genovesi poi è qualcosa di ancora più speciale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *