La magia di un luogo senza tempo: San Fruttuoso di Capodimonte. Ecco gli itinerari per raggiungere la baia!

L’Abbazia di San Fruttuoso

Ci sono luoghi che sembrano senza tempo. A volte anacronistici con il paesaggio che li circonda -inevitabilmente modificato con il trascorrere dei secoli – e nonostante ciò incredibilmente coesi con esso.

Uno di questi è l’Abbazia di San Fruttuoso, incastonata al centro della splendida baia che è, a tutti gli effetti, uno dei luoghi più incantevoli della Liguria. La visita a San Fruttuoso è d’obbligo solo per la sensazione di stupore e meraviglia che si prova la prima volta che si raggiunge la baia: sia via mare – a bordo del battello – sia via terra, lungo i sentieri del Parco di Portofino. L’Abbazia appare all’improvviso tra la vegetazione: lo splendore della natura che si intreccia alla perfezione con l’abilità dell’uomo di creare manufatti unici nel loro insieme. Le pietre grigie guardano la baia silenziose, eppure sembrano parlare, raccontare una storia. Una storia che nasce tanto tempo fa, nel VIII secolo. Una storia che è arrivata fino a noi attraversando diverse vicissitudini: dall’occupazione degli Arabi in Spagna al Medioevo, con la rivalità tra famiglie nobiliari che si spartivano il territorio del genovesato.

Eppure, l’Abbazia è sempre lì: luogo silente e tranquillo, in contrasto al brulicare di persone che, in estate, affollano la spiaggia, una tra le più belle al mondo, con il mare blu che avvolge la baia al centro del quale la statua del Cristo degli Abissi – tra le mete predilette dagli appassionati di immersioni – vigila immota.

Spiaggia di San Fruttuoso

Per raggiungere San Fruttuoso a piedi, attraverso i sentieri del monte di Portofino, due sono i percorsi.

A San Fruttuoso scendendo da Pietre Strette

Il primo, decisamente più semplice, ha inizio nel cuore del Monte: si parte da località Antenne per poi raggiungere, nell’ombra della vegetazione, località Gaixella e, da qui, località Pietre Strette, snodo di numerosi percorsi. Svoltando sulla destra e seguendo il segnavia (un cerchio rosso vuoto), inizia la discesa verso San Fruttuoso. Il percorso non è particolarmente impegnativo ed è in larga parte ombreggiato: è quindi il più indicato per raggiungere San Fruttuoso durante la bella stagione, quando il caldo inizia a farsi sentire.

Dopo circa un’ora di cammino, la vegetazione inizia a diradarsi lasciando spazio allo stupore: siamo in prossimità dell’agririfugio Molini (struttura nata nel 2005 grazie ai lavori di ristrutturazione di un antico mulino) la vista si apre su squarci di panorama da cartolina, le fronde degli ulivi a fare da cornice naturale.

Il panorama dall’agririfugio Molini

Si continua a scendere, uno sguardo al sentiero e l’altro alla bellezza del paesaggio che ci circonda. Ad un certo punto, ci troviamo di fronte a un vecchio edificio che svetta nel cielo blu e domina la baia portandoci indietro nel tempo, a un’epoca fatta di assalti pirateschi e roccaforti: è la Torre Doria, edificata nel 1562 a difesa del borgo.

Scendiamo la scalinata che si imbocca in prossimità della Torre dedicata all’ammiraglio Andrea Doria ed eccoci: siamo arrivati all’Abbazia di San Fruttuoso, che merita senz’altro una visita prima di indirizzarsi sulla spiaggia (dove un bagno ristoratore, se avete con voi il costume, è d’obbligo). Per tornare al punto di partenza, da San Fruttuoso si può prendere il sentiero direzione Base 0 e, da qui, risalire facendo tappa in località Ghidelli e Felciara per poi raggiungere Pietre Strette.

Itinerario per esperti: a San Fruttuoso da San Rocco di Camogli via Batterie

Il secondo itinerario per raggiungere a piedi San Fruttuoso è decisamente più complesso ed è indicato per escursionisti più esperti, perché alcuni tratti, particolarmente esposti, sono da percorrere con l’ausilio di catene. Non lasciatevi quindi tentare dall’affrontare in sentiero con abbigliamento tipicamente balneare, pregustando il tuffo una volta arrivati in spiaggia: per affrontare questo percorso occorre essere ben equipaggiati con scarpe e abbigliamento da trekking, oltre a una buona scorta d’acqua.

Noi abbiamo percorso questo itinerario in estate, ma è decisamente preferibile optare per una bella giornata di primavera o d’autunno. Si parte dal piazzale della chiesa di San Rocco di Camogli, che ci regala già uno splendido scorcio panoramico sul Golfo Paradiso e, in lontananza, su Genova. Partiamo imboccando il sentiero a destra della chiesa e raggiungiamo i nuclei abitativi di Poggio e Mortola, con le case colorate in tipico stile genovese che ci proiettano in un quadro dai colori pastello.

Il sentiero fende la vegetazione. Arriviamo dopo breve tempo al bivio di Fornelli e, da qui, proseguiamo fino a località Batterie, uno dei siti più suggestivi del Monte, soprattutto per gli appassionati di storia: le Batterie sono infatti i bunker antiaerei costruiti durante la Seconda Guerra Mondiale. Al fascino dei reperti storici si unisce quello di una vista straordinaria, a picco sul mare blu.

Vista da località Batterie. In basso si scorge Punta Chiappa

Da questo punto in poi, il tragitto diventa più ostico. La vegetazione si apre lasciando spazio agli arbusti della macchia mediterranea, la zona è piuttosto esposta e in alcuni punti, per sicurezza, si procede tenendosi alle catene ancorate alla roccia. Il tutto è ripagato da scorci di una bellezza incredibile, quasi selvaggia.

Arriviamo al famoso Passo del Bacio e andiamo avanti sul versante occidentale della Cala dell’Oro, luogo incontaminato e misterioso (il nome deriva dal fatto che, secondo alcuni documenti storici, il temibile pirata Dragut volle nascondere proprio qui il suo prezioso bottino dopo aver “messo a sacco” quelli che, nel XVI secolo, erano villaggi di pescatori) . Terminata la parte più esposta, inizia una parte in salita, questa volta all’ombra della vegetazione. Eccoci arrivati al valico: finalmente si inizia la discesa verso San Fruttuoso! Che sembra non finire mai; poi, finalmente, il miraggio: il mare che scintilla tra le fronde degli alberi e il borbottio dei vaporetti che imbarcano e sbarcano i turisti nella baia. Siamo arrivati a San Fruttuoso. E ora, un bel tuffo ristoratore non ce lo leva nessuno!

A questo link potete trovare informazioni più dettagliate sull’Abbazia di San Fruttuoso, inserita tra i beni FAI (Fondo Ambiente Italiano): https://www.fondoambiente.it/luoghi/abbazia-di-san-fruttuoso?lang=ita&gclid=Cj0KCQjw4-XlBRDuARIsAK96p3D7i-ymdyroHt61v1QINZiXXimRbMvFlCfvepYwgRVqaTzcPoI_ecUaAhgUEALw_wcB

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