Luoghi e itinerari della Resistenza nel Tigullio Occidentale

Camminare non è un’ attività fine a se stessa. Facendo trekking, capita – a volte, inconsapevolmente – di trovarsi di fronte a luoghi di grande valore storico: siti davanti a cui, spesso, si passa senza soffermarsi ad osservare, ascoltare. Talvolta, senza nemmeno leggere i cartelli informativi, sospinti da quella frenesia che ci accompagna nella vita quotidiana e che ci priva del gusto di fermarci ad osservare ciò che ci circonda.

Oggi, 25 aprile, festa della Liberazione, vogliamo raccontarvi la storia di due siti legati alle vicissitudini partigiane e, per casualità, situati all’inizio e alla fine di uno dei percorsi più famosi del Tigullio: la litoranea che, da Rapallo, conduce a Portofino.

Due luoghi in cui si sono consumate due tragedie.

Il monumento ai Partigiani a Rapallo

Il Monumento ai Partigiani a Rapallo

Il nostro cammino inizia da qui: dai Giardini dei Partigiani, area verde all’ingresso del porto turistico di Rapallo. I pini gettano le loro ombre su quella che rimane del muro antisbarco, oggi monumento ai Partigiani. Davanti ai resti del muraglione, il tempo va a ritroso. E’ la notte tra il 24 e il 25 aprile 1945. Una bettolina, con a bordo un gruppo di SS, attracca nel porto di Rapallo. I tedeschi scendono e catturano un gruppo di partigiani della brigata GL Matteotti, scesi a Rapallo la sera prima. Li condussero davanti al muro antisbarco. E li fucilarono. Oggi, su quel muro, sono ancora ben visibili i fori dei proiettili che trapassarono il corpo dei giovani partigiani.

La spiaggia dell’Olivetta a Portofino

Dal monumento ai Partigiani ci incamminiamo lungo la litoranea. Raggiungiamo la splendida San Michele di Pagana, frazione di Rapallo; poi, eccoci a Santa Margherita Ligure. Andiamo avanti, lo sguardo che si perde all’orizzonte. Arriviamo a Paraggi, con il suo mare verde smeraldo che scintilla sotto di noi. Ed eccoci finalmente a Portofino, nella celebre Piazzetta, ritrovo per eccellenza di personaggi famosi del passato e del presente. Questa volta, però, non torniamo ai fasti della Dolce Vita, ma a un episodio ben più triste, a cui uno dei luoghi simbolo di Portofino è collegato. La Piazzetta, infatti, è intitolata ai Martiri dell’Olivetta. L’Olivetta è la spiaggia al di sotto di Castello Brown, la suggestiva fortezza che domina la baia. Per raggiungerla, dalla Piazzetta si segue l’itinerario che conduce alla bellissima chiesa di San Giorgio, a picco sulla scogliera. Da qui, si sale appunto a Castello Brown. Una volta raggiunto il castello, inizia la discesa in direzione spiaggia dell’Olivetta.

Qui avvennero i tristi fatti che segnarono la storia del Borgo.

E’ la notte tra il 2 e il 3 dicembre 1944. Dal carcere genovese di Marassi vengono prelevati 21 giovani partigiani e un detenuto comune: quest’ultimo pensava che l’operazione segretamente avviata quella notte comportasse un semplice scambio di prigionieri e si intrufolò nel gruppo, forse intravedendo un barlume di speranza.
Una scelta che gli fu fatale. I 22 giovani vennero condotti a Portofino. Lì i soldati tedeschi guidati da Ernst Reimers, comandante della marina tedesca che si era insediato a Castello Brown (lo splendido edificio arroccato nel verde del promontorio), coadiuvati dai soldati fascisti che rispondevano agli ordini di Siegfried Engel, legarono i prigionieri con fil di ferro e reti da pesca, che si erano fatti fornire dagli abitanti del Borgo. Li caricarono su un barcone. Li sospinsero alla volta della spiaggia dell’Olivetta, al di sotto del castello. Imbracciarono i fucili. E fecero fuoco.
I corpi vennero poi gettati in mare con una zavorra di pietre. I testimoni raccontarono di aver visto l’imbarcazione ritornare a riva macchiata di sangue. La tragedia restò tuttavia avvolta nel mistero fino a 50 anni dopo, quando il Tribunale militare di Torino nel riavviò i procedimenti per l’individuazione dei responsabili di alcune stragi. Qui, tra i numerosi plichi, vennero rinvenuti anche i fatti dell’Olivetta. Un episodio che oggi, 25 aprile 2019, ricordiamo assieme a tutti coloro che 74 anni fa diedero la vita per rendere l’Italia un Paese libero e democratico.

Lapide commemorativa sulla spiaggia dell’Olivetta

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