Alla scoperta dei pipistrelli: la bat-escursione alle Batterie del Monte di Portofino!

C’è chi li associa a Dracula, chi a Batman, chi alla notte di Halloween. Sono i re della notte, protagonisti da film horror per eccellenza. In realtà, è difficile pensare ad animali più innocui di loro. Sono i pipistrelli, mammiferi curiosi e utilissimi che abbiamo imparato a conoscere meglio durante la “Bat-Escursione” dello scorso 19 luglio alle Batterie del Monte di Portofino. L’escursione era finanziata dal progetto “Girepam” (cofinanziato dal Fesr, Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) che coinvolge Regioni, Parchi, Aree Marine Protette, Centri di ricerca e Università per risolvere problemi comuni a carico di habitat e specie marino-costiere del bacino del Mediterraneo. 

Assieme a Fabrizio (esperto naturalista della Cesbin) e a Claudio (guida escursionistica della Cooperativa Dafne) ci siamo ritrovati intorno alle 19 sul piazzale della chiesa di San Rocco di Camogli. Ad accoglierci, lo splendido panorama impreziosito dalla luce dorata che precede il tramonto. Il gruppo è numeroso, tanto da aver esaurito i posti disponibili. Molti sono i bambini, affascinati da questi animaletti così particolari, spesso conosciuti solo attraverso i film o le pagine dei fumetti. 

Volpe volante

Prima di metterci in cammino in direzione Batterie, Fabrizio ci ha introdotti al meraviglioso mondo dei pipistrelli fornendoci diverse informazioni. La prima: le dimensioni. Il più piccolo esemplare esistente ha un’apertura alare di circa dieci centimetri: più o meno come una farfalla. Il più grande sembra saltato fuori dalla Casa Fantasma al luna park: è la Volpe Volante, vive nelle zone tropicali ed ha un’apertura alare di circa 1,5 metri. Effettivamente potrebbe risultare vagamente inquietante. Ma niente paura: si ciba solo di frutta.  

Bracken Cave ad Austin, Texas

In Italia, la specie più facile da avvistare è quella dei Rinolofi: insettivori (si cibano di zanzare, farfalle, coleotteri… ), trascorrono i mesi invernali in letargo, tendenzialmente nelle grotte, assumendo la tipica posizione a testa in giù, avvolti nel patagio (la membrana che permette loro di volare). A volte, per affrontare i mesi di letargo, scelgono la soffitta di un’abitazione: complice, magari, una finestra rimasta socchiusa. In questo caso, niente panico. Soprattutto, non svegliate i pipistrelli, anche se la loro vista potrebbe, di primo acchito, sembrare poco simpatica. Un risveglio traumatico durante la fase di letargo e in pieno inverno, per loro vorrebbe dire morte certa. Lasciateli tranquilli, anche perché non sono né pericolosi, né aggressivi: la diceria che si intrufolino tra i capelli o, addirittura, che succhino il sangue, non è che credenza popolare. 
Durante l’estate, i pipistrelli cercano rifugi riproduttivi: la più grande colonia al mondo è quella di Bracken Cave, in Texas, che conta tra i 20 e i 40 milioni di esemplari. Roba che Bruce Wayne non sarebbe mai diventato Batman perché ancora in preda alle paranoie! 

Altro mito sfatato da Fabrizio: i pipistrelli non sono ciechi. Hanno occhi molto piccoli e vedono in bianco e nero. La loro abilità nell’intercettare ostacoli e prede deriva però dagli ultrasuoni che emettono, suddivisi in due tipi: i primi, non percepibili dall’orecchio umano, consentono all’animale di “vedere” tutto ciò che gli si presenta davanti. I secondi, detti “suoni sociali”, sono invece una sorta di squittio intuibile dall’uomo. 

Batterie di Punta Chiappa. Postazione per mitragliatrice antiaerea

Per intercettare le onde sonore, gli esperti utilizzano uno strumento chiamato “bat-detector”. Una volta arrivati in località Batterie, dopo aver ascoltato l’interessante spiegazione di Claudio, responsabile del Centro Visite (qui, tutte le informazioni http://www.parcoportofino.com/parcodiportofino/it/le_batterie.page#.XWaSz5MzbfY) e aver ammirato un tramonto mozzafiato, Fabrizio ha attivato il dispositivo. Per diversi minuti, i pipistrelli sembravano essere ancora un po’ titubanti a mostrarsi: nessun batter d’ali né squittio all’orizzonte. Quando gli ultimi bagliori di luce solare si sono persi alle spalle di Genova, ecco che lo strumento ha iniziato a captare gli ultrasuoni e a segnalare la presenza di pipistrelli, a quel punto numerosi, pronti a procacciarsi cibo. 

Il rientro a San Rocco di Camogli alla luce delle torce elettriche, i rumori e i profumi del bosco a fare da cornice, ha reso questa escursione ancora più suggestiva. A salutarci, sul finale, anche un allocco illuminato per qualche istante da un fascio di luce. Uno spaccato di vita notturna che nemmeno in un film di Tim Burton! 

Grazie a Fabrizio, Claudio e al Parco di Portofino per questa bellissima esperienza! 


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2 risposte

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