Buone pratiche di turismo sostenibile: il Consorzio Ospitalità Diffusa “Una montagna di accoglienza nel Parco”

Il fulcro dello sviluppo sostenibile di un territorio? «Sono le persone: i loro racconti, le loro esperienze, il loro impegno nel portare avanti le tradizioni, da quelle gastronomiche a quelle agricole. Sono le loro storie a coinvolgere i turisti, a fare in modo che conoscano le nostre realtà. Questo, per noi, è fare turismo». Quando parla della sua terra,  Marina Bo, presidente del Consorzio Ospitalità Diffusa “Una montagna di accoglienza nel Parco”, non trattiene l’entusiasmo. Nelle sue parole c’è tutto l’amore per un territorio – quello della Val d’Aveto, Val Graveglia e Valle Stura, che gravitano attorno al Parco Naturale Regionale dell’Aveto – tutto da scoprire, gustare, vivere. Marina Bo è intervenuta lo scorso venerdì a Sestri Levante, sede del convegno “#LiguriaSostenibile – Levante genovese: idee e progetti per l’Agenda 2030”, organizzato da Regione Liguria, Sustainble Developmet Goals, Aurelia, Sistema Regionale di Educazione Ambientale, LabTer Parco di Portofino, Labter Tigullio e Parco dell’Aveto, con il patrocinio del Comune di Sestri Levante.

Un territorio da vivere e… ri-vivere

Tema della relazione, le “Buone pratiche” di cui, da dieci anni, il Consorzio da lei presieduto è fautore. Un lavoro costante, non certo semplice. Perché le difficoltà, in un’area montana che ha visto, negli anni, lo spopolamento dovuto all’abbandono delle campagne per le città e affronta quotidianamente le problematiche dovute alla fragilità del territorio (questo in particolare, quello ligure in generale), non è cosa semplice. Ma è possibile se, come in questo caso, si lavora con una fruttuosa sinergia tra enti pubblici e privati (aziende, agriturismi, associazioni culturali, operatori commerciali…) spinti da uno scopo univoco: valorizzare, promuovere, sostenere il territorio e fare in modo che le persone vogliano farvi investimenti in maniera sostenibile e, perché no, tornare ad abitarlo in pianta stabile. Un esempio su tutti? A Levaggi, piccola frazione del Comune di Borzonasca (in Valle Sturla), due giovani hanno recentemente dato vita a un Lavandeto, con produzione di fiori essiccati, profumatori per ambiente, olii essenziali: un profumatissimo scorcio di natura, bellezza che è la dimostrazione delle potenzialità di avviare attività puntando sulla sostenibilità.

La Val d’Aveto e i suoi colori. Foto di Massimo Di Mauro (Dietroaunvetro-Gruppo Fotografico Rapallo)

La storia del Consorzio: dalla micro-ricettività alla promozione nazionale

Il Consorzio, nato nel 2009 grazie a un bando di finanziamento europeo, si è posto fin da subito un obiettivo, che è poi centrale guardando alla tematica in un’ottica di marketing territoriale: creare un prodotto turistico locale riconoscibile. Con il passare degli anni, la rete di operatori ha puntato sulla micro-ricettività ed è cresciuta creando un circuito sempre più integrato, fino ad arrivare a promuovere il territorio di riferimento ad importanti fiere ed eventi di livello nazionale e internazionale come il TTG di Rimini. «In quell’occasione abbiamo portato le specialità del nostro entroterra – osserva Marina Bo – Essere presenti ad una manifestazione del settore così rilevante con i nostri prodotti è stato motivo di grande orgoglio». 

Outdoor nelle valli: il valore aggiunto

A giocare un ruolo chiave è il tema dell’outdoor: con i suoi 500km di sentieri, due tappe del Cammino di Assisi (percorso in particolare da pellegrini francesi), quattro percorsi per mountain bike, gli anelli del Parco e due sentieri accessibili alle persone disabili (un modo per far vivere il territorio a tutti, in ottica di inclusione e accoglienza), il comprensorio dell’Aveto si mostra particolarmente appetibile per gli appassionati di attività all’aria aperta. Gli spunti di interesse, però, sono variegati. Uno degli obiettivi, per fare un esempio, è il rilancio della Miniera di Gambatesa, la più grande miniera di manganese d’Europa.

Obiettivo Green Economy

Il sogno? Lo sviluppo di una vera e propria “Green Economy” che tenga conto delle biodiversità. «Il vantaggio del Levante ligure è che, nella stessa giornata, è possibile arrampicarsi sulle Cascate del Ghiaccio e in serata gustare l’aperitivo a Camogli, sul mare – osserva Marina Bo – Sono convinta che, lavorando assieme, si possano fare tante cose buone».

Per saperne di più…

Pronti a vivere la magia del comprensorio dell’Aveto? Sul sito del Consorzio potete reperire tutte le informazioni: https://www.unamontagnadiaccoglienza.it/index.php?id_zona=3

Buon divertimento!

 

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