Ecobio & Green Life: un nuovo viaggio all’insegna del benessere e della sostenibilità!

Questo articolo è un po’ diverso dal solito: parliamo di ambiente, natura e sostenibilità ma non in chiave outdoor, bensì di cosmesi eco-bio. 

Premessa. Mi sono avvicinata al mondo del bio circa sette anni fa. Il motivo? Beh, diciamo che c’è stato un episodio a far scoccare la scintilla. La prima volta che acquistai una crema per il viso di nota marca, spendendo ben oltre il mio consueto budget per la cosmesi (all’epoca un prodotto valeva l’altro, facevo incetta di matite per occhi e lipgloss a 2 euro l’uno e se mi avessero chiesto cosa fosse l’inci avrei pensato a un qualche insulto dialettale), mi riempii di simpatiche bollicine rosse. Una bella dermatite. Quindi, doppia fregatura: i soldi spesi inutilmente – una ventina di euro, e la crema era pure in offerta – e la faccia che sembrava il ritratto della Pimpa. Regalai l’idratante a mia madre, poi iniziai a fare ricerche sul perché la crema, nonostante il marchio rinomato, mi avesse provocato lo sfogo. Pian piano ho iniziato a scoprire un mondo nuovo, arrivando a conoscere il panorama dei prodotti eco-bio: prodotti, cioè, formulati con materie prime di origine vegetale, non tossiche per l’ambiente e facilmente biodegradabili. A poco a poco ho iniziato a sostituire i prodotti che usavo abitualmente – all’inizio shampoo, balsamo e bagnoschiuma, successivamente anche i trucchi – con alternative bio, o comunque prive di sostanze quali siliconi, parabeni, petrolati. E’ stato semplice? All’inizio, non proprio. Anzitutto, all’epoca il mondo del bio non era così in voga come oggi: nei supermercati e in saponeria non erano ancora uscite le linee “green” e gli articoli erano reperibili quasi unicamente nelle prime bioprofumerie (soprattutto nelle grandi città), nei negozi specializzati online e in alcune erboristerie. 

Ho iniziato quindi ad ordinare qualche prodotto online, affidandomi alle recensioni e iniziando ad informarmi sul famigerato “inci” (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) che alla fine non è un insulto dialettale ma l’elenco degli ingredienti cosmetici contenuti in un prodotto e che deve essere, per legge, riportato sulla confezione. 

All’inizio il passaggio è stato graduale: ricordo ad esempio che il primo burro di cacao che ho scelto come alternativa al classico Labello è stato il “Nutrilabbra ai quattro burri” de L’Erbolario, che ho comprato in erboristeria. L’inci non è completamente “verde”, ma la differenza era già palese rispetto a prodotti tradizionali. Stesso discorso per lo shampoo, forse – assieme al balsamo – il prodotto per cui ho fatto più fatica ad abituarmi. A volte, infatti, la formulazione degli shampoo biologici è concentrata e non produce molta schiuma. All’inizio, quindi, ho impiegato un po’ a capire il dosaggio e avevo la sensazione di non lavare bene i capelli. Stesso discorso per il balsamo. Per me, che ho i capelli molto lunghi, mossi tendenti al riccio, usare un balsamo poco efficace equivale a trovarsi in testa i rasta. Matematico. Abituata all’effetto-seta (temporaneo, come poi ho imparato a scoprire) dei balsami non bio a base siliconica, non è stato dunque immediato e semplice abituarsi ai balsami biologici, che non sempre districano bene e bisogna avere un po’ di pazienza e andare per tentativi prima di trovare il prodotto giusto per i propri capelli. I risultati, però, si sono visti dopo pochi mesi e sono rimasta davvero stupita: rispetto a prima, le doppie punte si erano parecchio ridotte. Da allora, uso regolarmente prodotto eco-bio: un mercato che, nel frattempo, è andato sempre più espandendosi anche grazie ad una maggiore – per fortuna – presa di coscienza da parte delle persone in chiave di sostenibilità e rispetto per l’ambiente. 

Da qui, l’idea di inserire nel blog anche una rubrica “green life”, in cui confrontarci su questi argomenti e in cui confrontarci sul panorama dell’ecobio. Ah, dimenticavo: non sono né una biologa, né un’esperta di cosmesi. Soprattutto, non sono convinta di avere la verità in tasca: qui racconterò quella che è la mia esperienza personale e quelle che sono le mie scelte, senza voler imporre nulla a nessuno, sperando possa essere utile per chi condivide uno stile di vita simile al mio! 

Silvia

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