Per la Giornata Mondiale dell’Arte, una passeggiata a Rapallo con il pittore Vassilij Kandinskij

Oggi è la Giornata Mondiale dell’Arte. E allora, facciamo una camminata sulle orme di un grande pittore che, all’inizio del XX secolo, trovò nella Riviera ligure – e in Rapallo in particolare – una grande fonte d’ispirazione. 

 

E’ il 1906. Siamo ad aprire e la primavera, con il suo brulicare di colori, dipinge il paesaggio con la meraviglia che solo la natura può regalare.

Un uomo passeggia sul lungomare. Ha l’aria distinta. Gli occhi celesti, dietro agli occhiali dalla montatura ovale, si soffermano sul paesaggio che lo circonda: le imbarcazioni in legno dei pescatori che scivolano in mare, le case colorate che si specchiano nell’acqua e si confondono, proprio come in una tavolozza, creando riflessi di magia.

 

Accanto all’uomo passeggia una donna. E’ più giovane di lui. Porta un cappello a tesa larga, come vuole la moda dell’epoca. Ha con sé uno strumento molto strano: quando lo estrae, alcuni passanti (distinti turisti inglesi, per lo più) si fermano a guardarla incuriositi. E’ una macchina fotografica di ultima generazione. 

 

La coppia si ferma al termine di quella che oggi è via Avenaggi, all’estremità orientale del borgo. La giovane scatta qualche foto con quell’apparecchio ancora misterioso. Il compagno, invece, tira fuori dalla valigetta che ha con sé un taccuino e una matita. Si siede su uno scoglio. Continua a scrutare, con gli attenti occhi cerulei, i gozzi in legno che i pescatori hanno riportato a riva, una volta rientrati dalla giornata di fatiche in mare. Dopo qualche minuto, il contorno degli scafi prende forma sulla pagina bianca. Una pagina che diventerà una tela, su cui le forme e i colori catturati da quello sguardo penetrante verranno immortalati fino ad arrivare a noi. 

 

Già, perché il pittore è nientemeno che Vasilij Kandinskij, uno dei padri dell’Astrattismo, tecnica a cui approdò passando attraverso fasi più figurative. Una di queste fu proprio quella che l’artista visse e sperimentò durante il suo soggiorno a Rapallo assieme a Gabriele Munter, sua giovane allieva alla scuola Phalanx, a Monaco di Baviera. I due viaggiarono moltissimo assieme. I mesi trascorsi a Rapallo furono per l’artista molto produttivi: la visione della natura, delle sue forme e dei suoi colori, l’acqua del mare scintillante come un enorme caleidoscopio ha rappresentato una parentesi importante per quella che sarebbe diventata la sua produzione artistica futura. 

 

Prendiamo uno dei suoi quadri, “Barche a Rapallo”. Osserviamone i particolari. Ora, chiudiamo gli occhi. Non sembra anche a voi di essere lì, in riva al mare, accanto a quel pittore dagli occhi celesti, con lo sguardo che segue la danza incessante delle onde? 

V. Kandinskij, “Barche a Rapallo”

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