Earth Day 2020: è il momento di cambiare

 

Oggi, 22 aprile, si celebra l’Earth Day, la Giornata Mondiale della Terra 2020. Un evento nato 50 anni fa, nel 1970, in quell’epoca in cui la Rivoluzione culturale sembrava possibile anche dal punto di vista climatico, con la richiesta da parte delle nuove generazioni di un miglior utilizzo delle risorse in una società – quella di allora – che stava tracciando un binomio sempre più forte, e insidioso, tra sviluppo e progresso economico/tecnologico e danni all’ambiente. 

Viene da chiedersi cosa sia cambiato in questi cinquant’anni. Moltissimo – verrebbe da rispondere – sicuramente in peggio dal punto di vista ambientale. C’è voluta una sedicenne svedese a far tornare il problema climatico alla ribalta delle cronache: una ragazzina con le trecce che, avvolta nel suo impermeabile giallo, ha saputo guardare in faccia nel contempo la realtà, i potenti di turno e le nuove generazioni. Non è questa la sede per incentrare il discorso sul chi sia Greta Thunberg, chi abbia alle spalle e altre amene teorie pseudo-cospirazioniste. Quello che conta, è il contenuto del messaggio che Greta ha voluto lanciare: il tempo sta per scadere, se non si individuano politiche a livello globale per una produzione e uno stile di vita che riducano inquinamento, emissioni nocive, consumo di suolo, sfruttamento indiscriminato dei territori, il futuro della Terra (e dei suoi abitanti) sarà compromesso in maniera irreversibile, e nemmeno tra troppi anni. 

Sia chiaro: non vogliamo fare retorica ed è chiaro che tematiche del genere vanno ben oltre a una protesta in piazza. Si tratta di rivedere un modello economico, sociale e culturale globale e non è cosa che avviene nel giro di una settimana. Questo non significa che ciascuno di noi non possa fare qualcosa di concreto fin da subito. Come? Rivedendo il proprio modello economico, sociale e culturale. Camminare a piedi anziché uscire in scooter per fare 100 metri fino al supermercato (quando sarà di nuovo possibile farlo), evitare di acquistare compulsivamente capi low-cost preferendo vestiti realizzati con materiali e metodi ecosostenibili, fare in maniera adeguata la raccolta differenziata (anche se può essere noioso), chiudere il rubinetto quando ci si lava i denti sono sono alcuni, piccoli accorgimenti che, moltiplicati per ciascun individuo, possono fare la differenza. 

Quanto sta accadendo in questo periodo deve farci ulteriormente riflettere: dal 4 maggio in poi, niente sarà più come prima. Forse questa situazione ci ha fatto capire, nella maniera più brutale, che il rispetto dell’ambiente e di chi in esso vive (uomo compreso) non è una conseguenza, ma è la base da cui partire per cambiare, finalmente, direzione.

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