Trekking a sei zampe – Alla scoperta dell’anello da San Martino di Noceto al Santuario di Caravaggio!

Oggi parliamo della classica escursione, quella che quasi tutti noi tigullini una volta nella vita abbiamo sicuramente affrontato.
Qualcuno probabilmente, come noi, più di una volta.
Parliamo del trekking che ci porta al Santuario di Caravaggio. Santuario appunto appollaiato sul Monte Orsena, dal quale si ha una vista su tutto il golfo del Tigullio. E non solo.

Siccome è un’escursione abbastanza comune decidiamo di fare il classico sentiero all’andata e per il ritorno invece di seguire un consiglio di un caro camminatore che ha sicuramente più km e esperienza di noi sulle spalle.
Ma ne parliamo più avanti.
Iniziamo la nostra camminata sulla strada provinciale avendo la fortuna di poter arrivare all’imbocco del sentiero direttamente a piedi partendo da casa con gli zainoni in spalla e Lucy e Arya sempre con noi.
Ci incamminiamo verso la chiesa Millenaria di Ruta percorrendo per una manciata di km la strada provinciale.
Arrivati alle scalinate che portano ai boschi inizia così il più classico dei nostri trekking.
La prima parte, tutta in salita, scala il crinale della montagna.
I gradoni sotto tutti coperti da foglie e ghiande che viene quasi voglia di raccoglierle tutte.
Dopo una ventina di minuti di salita la vista si apre e il sentiero si fa più pianeggiante.
Davanti a noi compare una collinetta erbosa che sembra quasi pettinata.
Lucy e Arya la conquistano correndo e trottando.
Alla nostra destra, invece, abbiamo la valle di San Martino e guardando un po’ più in là le antenne del monte di Portofino ci fissano da nemmeno troppo lontano.
Continuando il cammino ci infiliamo di nuovo nei boschi, per poi uscirne poco dopo e trovarci sulla cima di un crinale che ha come sfondo il golfo Paradiso e Genova.
Da qui in poi inizia un sentiero tutto immerso nei boschi, dove sali e scendi, piccole strettoie e imponenti alberi ti accompagnano fino all’arrivo alle piane di Caravaggio.
Il panorama è da cartolina; spaziosissimi prati verdi, il mare lontano e il Santuario che ammicca dall’alto meritano foto ricordo da riguardare più avanti nel tempo e magari trovare un po’ di pace persa in un frenetico giorno qualunque.
Non facciamo uno sosta tanto prolungata perché vogliamo andare a pranzare in cima al monte.
Saliamo quindi l’impegnativissima scala che porta al Santuario, facendo attenzione perché i gradoni sono bene tenuti ma siamo comunque molto alti.
Una volta ripreso fiato mentre ammiriamo il panorama, ci fermiamo a pranzare sulla pista di atterraggio degli elicotteri che si trova dietro la chiesa.
Una buona mezz’ora di riposo, panini, acqua fresca per tutti e qualche biscotto per Lucy e Arya e ripartiamo alla volta del sentiero di ritorno che vi dicevo all’inizio di questo racconto.
Scegliamo di fare la scalinata e la strada che costeggia il monte per ricongiungersi alla piane di Caravaggio.
Il percorso a ritroso è lo stesso dell’andata.
Piccola sosta per far fare ad Arya un bel bagno rigenerante in una pozza di fango ed arriviamo alle piane di Cren.
In questo preciso momento scegliamo il sentiero alla nostra sinistra; una strada sterrata che passa inosservata ad una prima occhiata fugace.

Ed è qui che inizia l’avventura.
Narra la leggenda che, questa che stiamo percorrendo, sia una strada costruita per collegare i vari sfiati delle gallerie autostradali fra Rapallo e Recco e che dovrebbe riportarci alla chiesa di San Martino. Il nostro campo base.
La stradina, per essere poco battuta, è ben tenuta.
Ci sono un po’ di sassi sparsi, probabilmente per il passaggio di cinghiali, però è decisamente più selvaggia e ci piace un sacco.
Mano a mano che si scende di quota si fa sempre più stretta ma assolutamente percorribile.
Ad un certo punto si palesa davanti a noi un piccolo bivio, da una parte uno scorcio sul mare e due piccoli ruderi ben tenuti e dall’altra la direzione che geograficamente ci conviene prendere per tornare a casa.
Ed è la decisione giusta, perché scendendo fra gli alberi illuminati dal sole che piano piano tramonta, arriviamo al bivio fra questa strada che scopriamo chiamarsi Salita Caravaggio e la deviazione a destra che ci riporta, passando dietro villette ben tenute, alla chiesa di San Martino.
Veniamo premiati della nostra audacia, qualche minuto più tardi, con la visione di panorami a noi molto familiari.
Mentre scendo le scale di casa penso che a volte nella vita, come per i monti, scegliere una strada nuova non garantisce un successo finale ma sicuramente un arricchimento personale che vale la pena vivere.
E sorrido mentre bevo una meritata tisana calda.

Ed ecco la gallery completa dell’escursione! 

Laura

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2 risposte

  1. Claudia ha detto:

    Salve consigliate il percorso anche a camminatori non molto spinti? Ovvero fattibile da tutti anche chi non affronta pesanti salite?grazie

    • Rapallo Outdoor ha detto:

      Buongiorno Claudia! Sì, il percorso è adatto a tutti. Il tratto che va dalla Chiesa Millenaria di Ruta di Camogli al Santuario di Caravaggio è semplice, c’ solo un piccolo tratto nella parte finale un pochino più impegnativo, scalinata inclusa, ma nulla di complicato, stai tranquilla! Buona camminata e facci sapere com’è andata! 🙂

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