Hiking with dogs – Alla ricerca della Spada nella Roccia: l’anello del monte Gifarco

Tonino Carotone, in un suo celebre brano di qualche anno fa, ha scritto una canzone che inizia così:

“È un mondo difficile

e vita intensa

felicità a momenti

e futuro incerto”

È con questa filosofia, più che mai attuale, che questa mattina abbiamo imbracciato zainoni e scarponi e siamo partiti alla volta di Fontanigorda.

Arrivati nel ridente paesino, abbiamo parcheggiato la macchina e ci siamo diretti verso l’imbocco del sentiero da noi scelto. 

Precisamente l’anello del monte Gifarco. 

Dopo aver attraversato la pedonale cittadina proprio in corrispondenza del posteggio, arriviamo all’inizio della nostra escursione. 

Il bosco delle fate ci attende con i suoi bellissimi giochi per bambini in legno. 

Il bosco di castagni

Qui ci sono castagni incastonati con grossi massi pelosi…. Se ti fermi e chiudi gli occhi puoi sentire lo sbatter d’ali delle piccole fatine che svolazzano qua e là. 

Il sentiero è in leggera salita, il sole ci bacia dolcemente e noi continuiamo il nostro cammino. 

Piano piano il panorama cambia e anche la pendenza. 

La strada si fa decisamente più ripida e con il ruscello che scorre alla nostra destra arriviamo in una bellissima pineta, dove guadare il fiume passando sopra il ponte di legno è davvero divertente. 

La spada nella roccia (sì, proprio una spada nella roccia!) ci attende e la pendenza parecchio impegnativa non ci ferma. 

Presa la deviazione per il monte Gifarco, arriviamo in un imbuto costituito da due roccioni che ti guardano e ti sfidano all’arrampicata che manco Messner, ci buttiamo in questa avventura (per nulla facile ma che merita davvero!). 

Arya ammira il panorama

Scalato il sentiero sassoso con la leggiadria di due (anzi quattro!) stambecchi la vista e lo spazio si aprono alla radura piccola ma sincera del Gifarco.

Qua è d’obbligo fare foto al panorama… In cui la val d’Aveto e la Val Trebbia si fondono in una distesa di monti a perdita d’occhio. 

La Spada nella Roccia

Dopo qualche scatto abbiamo provato ad estrarre la spada per sapere se siamo i legittimi re o regina della Val Trebbia. 

Per la privacy non posso dirvi come è finita ma posso dire che corone non ne vedo. 

Dopo aver pranzato a 1380 metri decidiamo di scendere, il cucuzzolo si sta facendo affollato. 

Continuando l’anello si può fare un’altra deviazione a Roccabruna ma decidiamo di continuare per trovare un posto più tranquillo e solitario per la nostra pausa caffè. 

Come in una fiaba

Il percorso continua in una immensa faggeta dai colori sgargianti.

Decidiamo di percorrerla fino a trovare un bellissimo spiazzo fuori dal sentiero per riposarci un po’. 

Continuiamo l’anello seguendo i segnavia che ci riportano, attraverso boschi di conifere e latifoglie, al ruscello che stavolta è alla nostra sinistra.

Ruscello irresistibile per Arya

Dopo l’immancabile bagno di Arya e il pediluvio di Lucy, ci incamminiamo verso casa.

Il sentiero è in dolce discesa e ci riporta al bellissimo bosco fate dove il sole sta piano piano tramontando. 

Poco prima di riprendere la macchina riempiamo le borracce, ormai vuote, in una delle tantissime fontane di Fontanigorda. 

Per quanto mi riguarda, uno dei migliori trekking fatti finora. 

Lucy in versione top model!

La salita e soprattutto l’arrampicata al monte è sicuramente per escursionisti esperti. 

Ma una volta nella vita deve essere fatto. 

Le super dog-hikers!

Una volta nella vita bisogna provare il brivido di stare in una fiaba Disney e provare a tirare fuori la spada dalla roccia! 

Magari non ci riuscirete ma vi sentirete dentro ad un cartone animato e tornerete per cinque minuti bambini, proprio come è successo a noi! 

(Per questa gita, e non solo, tengo davvero a ringraziare i team di Skadog Levante e Genova per i preziosi consigli e le mete.

Ma soprattutto per averci aiutato a vivere meglio e più intensamente la vita con i nostri amici a 4 zampe! 

Grazie davvero.)

Laura

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