Zamponi nella neve: trekking sul monte Antola!

delle più belle gite fatte tutti insieme è sicuramente quella al Monte Antola.
Non c’è un motivo unico e solo ma un insieme di piccole cose grazie alla quali il trekking sulla, cosiddetta, montagna dei genovesi ha tutto un sapore particolare.
Siamo saliti su questa vetta meravigliosa a marzo; precisamente l’8.
Qualche manciate di ore dopo e il mondo si sarebbe fermato per circa due mesi, lasciandoci in un limbo di paura e speranza che ancora ci accompagna.
Ma soprattutto, quando ci siamo avventurati in questa nuova esperienza, ad aspettarci c’era la neve. Un sacco di neve! E per me, ragazza nata a 3 metri sul livello del mare, è sempre una grande emozione.

L’osservatorio astronomico regionale Parco dell’Antola

Decidiamo di prendere l’inizio del sentiero da Casa del Romano.
La strada segnalata nei vari itinerari, ai tempi, era chiusa per frana.
Tornando indietro per cercare la nuova direzione, passiamo sulla diga del Brugneto, che comunque ha il suo fascino.
Mentre posteggiamo la macchina lungo la strada ben asfaltata il mio sguardo cade sull’enorme cupolone dell’osservatorio astronomico.
Imboccando il sentiero, inizio a saltellare come una bimba perché quello che ci aspetta mi esalta.
Una distesa bianca e morbida di neve che quasi ci acceca, perché la giornata è inaspettatamente serena e soleggiata.

Lucy e Arya iniziano a correre fino a perdere il fiato.
Anche loro sono felici ed esaltate.
Al mio primo passo che faccio, Fabrizio mi ha già tirato una palla di neve addosso.
Non sarà la prima né l’ultima di questa giornata che ci fa tornare bambini spensierati! Riprendiamo il percorso, praticamente siamo già stanchi ma fa lo stesso.
Bisogna andare, andare, andare.
Camminare sulla neve è faticoso ma questo sforzo viene ripagato da scenari fiabeschi che ci circondano.
Saliamo dolcemente su questo crinale, circondati da alberi ricoperti dalla neve e dal silenzio assordante che ci trasmette l’atmosfera.
Sul sentiero non c’è ancora passato nessuno ed è bello lasciare le orme per primi.
Il sole, tiepidino, fa capolino fra i rami dei faggi senza nemmeno una foglia e noi continuiamo a salire dolcemente.
Qualche piccolo sali e scendi e qualche salita più decisa e ci rendiamo conto di essere quasi arrivati alla cima.
Camminiamo da circa 2 ore e quasi non ce ne siamo accorti.

Manca davvero poco per ammirare il panorama mozzafiato che ci aspetta e non vediamo l’ora di arrivare.
Percorsa l’ultima decisa salita si apre alla nostra vista un paesaggio meraviglioso.
Siamo arrivati a 1597 metri e siamo felici.
È una giornata discretamente limpida e godiamo di un vastissimo panorama sui vicini monti della Catena dell’Antola, delle valli Scrivia, Trebbia e Borbera ma anche verso le Alpi e il mar Ligure.
Dopo le dovute foto mi concentro sulla croce e sui monumenti ai partigiani, mentre leggo le targhe torno con la mente ai vecchi e sempre attuali racconti sulla Resistenza.
Decidiamo che è il momento di mangiare perché la pancia brontola.
Dividiamo il tempo della pausa pranzo con altri tre escursionisti più grandi e decisamente più in forma di noi.
Scambiamo anche qualche chiacchiera mentre Lucy e Arya elemosinano del cibo guardandoli con gli occhi di qualcuno che non mangia da settimane.
I tre amici appena conosciuti si fanno impietosire e cedono loro un generoso pezzo di panino al prosciutto.

Lucy e Arya ringraziano leccandosi i baffi.
Beviamo una tazzona di caffè americano ammirando ancora il magnifico paesaggio.
Vorremmo restare ancora ma inizia a fare freddo, così salutiamo i compagni di avventura augurando buona strada e ci incamminiamo verso il ritorno.
Torniamo indietro facendo lo stesso identico percorso a ritroso.
Incrociamo qualcuno che invece sale, un sorriso e un veloce ciao e piano piano ci rimettiamo in cammino.
Non manca una sana guerra all’ultimo fiocco di neve e in circa un’oretta siamo di nuovo alla macchina.
Siamo tutti e 4 stanchi, bagnati e infreddoliti ma appagati dalla bellissima e stimolante domenica.
Non sappiamo quello che ci aspetta da lì a poco ma tornando a casa abbiamo un grosso sorriso stampato in faccia e la neve nelle scarpe.
Siamo felici così

Laura

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2 risposte

  1. Fredric Cerceo ha detto:

    i love this excellent post

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