Elfi nel Parco di Portofino: andiamo a scoprirli!

Siamo piccoli ma siamo tanti.

Siamo timidi ed incostanti.

Viviamo nel bosco tra le foglie

e corriamo tra le vostre caviglie.

Benvenuti tra noi!

 

Il re, la regina e il giullare Giocondo

Si presentano così: alti come tappi di bottiglia (e il riferimento non è casuale), con gli occhietti curiosi e scintillanti che fanno capolino tra le foglie, pronti a scoprire se qualche “Grandone” – loro chiamano così gli esseri umani – si sta avvicinando, o se qualche insetto o altro abitante del bosco voglia fare la loro conoscenza. 

La strega Brunilde e il suo aiutante

Sono gli Elfi nel Parco di Portofino, che da qualche tempo hanno iniziato a popolare alcuni sentieri  tanto da creare un regno, proprio come nelle fiabe.

Il regno degli Elfi

Ci sono il re Teodoro e la regina Bella assieme alla loro capricciosa e biondissima figlia Dorotea; c’è la strega Brunilde che prepara pozioni con le bacche di pungitopo, il collezionista di gioielli Arsenico e il giullare Giocondo. E ancora Von Karavan, che dirige il coro degli elfi: eh sì, perché questi simpatici esserini, oltre che molto curiosi, sono anche dei caciaroni. Amano stare in compagnia. Soprattutto, sono grandi estimatori dei piccoli Presepi che, in questo periodo, popolano il tragitto tra Portofino Vetta e località Pietre Strette (ne abbiamo parlato l’anno scorso, ecco l’articolo! https://rapallooutdoor.it/2019/12/31/tradizione-artigianato-magia-ecco-i-presepi-sul-monte-di-portofino/). 

Come sono nati i piccoli abitanti del bosco?

Insomma, di questi piccoli abitanti del bosco iniziamo a sapere parecchie cose. A parte una: da dove sono saltati fuori? Noi lo abbiamo scoperto qualche giorno fa e ora vi sveliamo il mistero. La “mamma” dei “Portofinoelfi” si chiama Silvia, è lei a creare gli elfi nel Parco di Portofino (con materiali di riciclo tra cui, per l’appunto, i tappi di sughero per bottiglie) assieme alla sua bimba e le storie che li vedono protagonisti sono frutto della sua fantasia.

La storia del Mostro Puzzone

«L’idea è nata tempo fa, quando cercavo qualcosa di interessante per trascinare mia figlia, che ora ha sei anni, nelle mie scorribande per i boschi – spiega Silvia – Da sempre le racconto di fate, elfi e gnomi così abbiamo deciso di creare pupazzetti da lasciare nel bosco. Lo scopo era duplice: divertirci a casa nel realizzarli e poi nel trovargli una casa in modo da incuriosire anche gli altri bambini».

Le storie dei Portofinoelfi tra fantasia e realtà

Una volta che i personaggi avevano preso forma, il passo successivo era raccontare le loro avventure. «Abbiamo cominciato a inventarci delle storielle per ogni elfo che lasciavamo ed è solo qui che mi è venuta l’idea di creare una loro pagina Instagram – prosegue Silvia –  Le storielle mi sembravano divertenti, ma non potevo raccontarle personalmente a tutti quelli che passavano. Quindi ho pensato all’unico social che uso». Così è nata “Portofinoelfi”, anche se la sua ideatrice tiene a precisare che il numero di follower che la pagina potrà raggiungere non le interessa: «L’obiettivo è solo quello di divertire i bambini, e anche gli adulti, che potranno vedere dal vivo le scenette e sentire le storie che le accompagnano, che sono tutte frutto della mia fantasia, anche se per molte mi ispiro alla realtà: come nel caso della storia del Mostro Puzzone e degli elfetti che indossano la mascherina…». 

Un elfo alle prese con Ciccio Popò!

Il messaggio principale: l’amore per la natura!

A monte dell’iniziativa, l’amore immenso di Silvia per la natura, che si traduce nel cercare di trasmettere, tramite le sue storie, la necessità di rispettare l’ambiente, gli alberi e gli animali – cosa che, purtroppo, molti Grandoni ancora non fanno – aggiungendo anche qualche piccolo insegnamento e curiosità su alberi, insetti (è il caso di Ciccio Popò, nientemeno che lo scarabeo stercorario!), rocce.

Realizzare gli elfi nel Parco di Portofino: riciclo creativo!

«Nel realizzare gli elfi cerco di usare solo materiali biodegradabili, così da non lasciare tracce troppo a lungo: ho già verificato che gli elfi di più lunga data non ci sono più – sottolinea Silvia – Sicuramente i sentieri del Monte di Portofino non hanno bisogno delle mie storielle per attirare i visitatori, anzi a volte ce ne sono fin troppi. Mi piacerebbe però che fossero una fonte aggiuntiva di divertimento, soprattutto per i bambini e i ragazzini che a volte devono essere trascinati per andare a camminare sui sentieri. Poi però, se si riesce ad interessarli, sono quelli che danno più soddisfazioni!».

 

Nota: le foto a corredo dell’articolo sono state gentilmente concesse dalla pagina Instagram “Portofinoelfi”, che vi invitiamo a visitare! Link: https://www.instagram.com/portofinelfi/?hl=it

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