Da Rapallo a Chiavari sulla macchina del tempo!

Un viaggio nel tempo

Da qualche parte ho letto che abbiamo tutti le nostre macchine del tempo.

Alcune ci riportano indietro, e si chiamano ricordi. 

Alcune ci portano avanti, e si chiamano sogni.

Mi capita spesso di viaggiare coi ricordi.

A volte torno indietro talmente tanto da arrivare praticamente all’infanzia.

Qualche mese fa, stavo ripensando, chissà poi perché, quando è stata l’ultima volta che ho viaggiato in funivia di Rapallo. 

Prima tappa: al Santuario di Montallegro in funivia!

 

Probabilmente, dati gli schedari familiari dei ricordi, pare sia stato verso i miei 8/9 anni. 

Così, un giorno in preda all’entusiasmo e alla voglia di nuove avventure, propongo al mio gruppo di zamponi di rivivere questa esperienza, magari collegandola con un bel trekking. 

Faccio le dovute ricerche e trovo quello che mi sembra davvero un bel giro. 

Decidiamo di partire da Montallegro, partendo in funivia e arrivare a Chiavari, tornando in treno. 

Tutto questo, ovviamente, camminando nei nostri bellissimi boschi liguri. 

Prepariamo, come al solito, tutto il necessario, infiliamo i collari a Lucy e Arya, indossiamo gli scarponi di rappresentanza e via, usciamo pronti per percorrere la strada che ci attende. 

Posteggiamo la macchina vicino alla stazione ferroviaria che poi è anche vicino alla funivia. 

Pregi delle piccole città. 

Ci avviciniamo al gabbiotto e compriamo i quattro biglietti per il viaggio di andata che stiamo per fare. 

Mentre Fabrizio sta aspettando di essere servito dalla gentile signora, io mi perdo a fissare la cabina.

La funivia Rapallo-Montallegro tra ricordi e nuove esperienze

Me la ricordavo molto più grossa. 

Ma forse io ero molto più piccola. 

Saliamo e troviamo posto alla nostra destra. 

Lucy non sembra molto contenta e Arya ancora meno.

Mentre la navetta ci porta su fino al Santuario di Montallegro ci godiamo la vista. 

Mentre ammiro il golfo di Rapallo tengo sott’occhio Lucy e Arya che con sdegno ci guardano e ci vorrebbero dire “ma dove ci avete portato?” 

Finalmente arriviamo alla stazione di partenza e ci incamminiamo subito verso la scalinata del Santuario. 

Costeggiando dietro l’enorme chiesa prendiamo il sentiero che ci porterà a Chiavari. 

Passiamo davanti al famoso ristorante Casa del Pellegrino. 

Ad aspettarci, come fosse un comitato di accoglienza, ci sono dei gattoni sornioni. 

Ci fissano un po’ e tornano subito a dormire. 

Continuiamo il sentiero e finalmente arriviamo nei boschi. 

 

Natura, panorami da sogno e corse a perdifiato

 

Abbiamo conquistato la tranquillità e ci godiamo i rumori della natura mentre Lucy e Arya sfrecciano tra gli alberi in una corsa liberatoria. 

Piano piano salendo arriviamo in un pezzo di strada asfaltata. 

Intravediamo il panorama, che come sempre, è mozzafiato. 

Siamo sopra a Zoagli e nonostante la giornata sia grigia è sempre un piacere ammirare il mare da lontano. 

Facendo qualche foto sbirciamo anche il ristorante lì vicino, si chiama Il Galletto, ci sembra chiuso.

Peccato. 

La strada continua per un pochino sempre sull’asfalto. 

 

Tra il Tigullio e la val Fontanabuona 

 

Uno strano connubio per essere immersi nella natura ma che comunque dura per poco, perché ci aspetta un bivio in cui dobbiamo decidere se continuare sul sentiero in cui siamo oppure andare verso destra e scegliere quello che passa sopra l’Aurelia di Levante. 

Decidiamo di continuare su quello in cui siamo, la val Fontanabuona è alla nostra sinistra. 

Mentre cerchiamo di capire i nomi dei paesini che sono davanti a noi troviamo un comodissimo spiazzo dove possiamo mangiare. 

Panino e caffè americano sono ormai il nostro pranzo ufficiale. 

Per Lucy e Arya invece qualche biscottino da cercare nell’erba o preso direttamente dalle nostre mani. 

Ci siamo rifocillati a sufficienza, ripartiamo alla volta di nuove avventure. 

Poco dopo essere partiti siamo circondati dai boschi, attira la mia attenzione un piccolo rustico tenuto e curato benissimo. 

Mi immagino che probabilmente lo usano, in tempi normali, per farci qualche bel pranzo domenicale. 

Dove allegria e vino sicuramente sono i protagonisti. 

 

Da Rapallo a Chiavari, viaggio nel tempo: la discesa nel bosco 

 

Proseguiamo dritti e dal bosco ci troviamo, come in un cambio di scenografia teatrale, in atmosfera molto mediterranea. 

Il sentiero è diventato più sassoso e pini, cipressi, ulivi ci fanno compagnia. 

Il sentiero è in piano. 

Trovo un cartello di legno appeso su un piccolo arbusto che recita “Mangialonga”. 

Probabilmente rimasto dall’edizione dell’anno prima. 

Il sentiero inizia a scendere piano piano. 

I boschi son davvero ben tenuti. 

 

La sosta in baita: il cammino è condivisione 

 

Sulla nostra destra si palesa un altro piccolo edificio. 

Avvicinandoci scopriamo che è una piccola baita, in uso a chiunque voglia. 

La chiave è appesa all’esterno, sopra un piccolo cartello che chiede, giustamente, il rispetto per questo luogo ma che tutti possono usare. 

Mi sembra davvero una bella cosa. 

Scendiamo sempre più fino ad arrivare praticamente a Chiavari, il panorama è sempre bello. 

Passando fra delle belle villette siamo arrivati alla chiesa di Maxena, una scalinata ci attende e ci riporta alla civiltà.

Spuntiamo dalle parti di un famoso negozio all’ingrosso di elettronica, che ci fa da bussola per capire che direzione prendere per andare in stazione. 

Attendendo il treno che ci riporterà a Rapallo guardo Lucy e Arya sdraiate a riposare sulla pensilina. 

 

Zamponi in treno 

 

Non sanno che le attende anche un bel viaggio un treno. 

Già so che ci odieranno e forse ci metteranno nella lista dei cattivi per almeno una settimana. 

Il treno arriva e saliamo. 

Come immaginavo Lucy e Arya non sono per nulla contente ma, il grosso cuore che le contraddistingue, le porta ad un perdono quasi immediato.

Quasi. 

Il viaggio dura poco e siamo in poco tempo alla macchina per andare a casa a riposarci un po’. 

Lo scodinzolio di Lucy e Arya quando fiutano da lontano la macchina mi alleggerisce dai sensi di colpa che avevo verso di loro; le abbiamo portate in funivia e in treno e si sono fidate ciecamente di noi. 

Che animali meravigliosi. 

Anche questa gita è finita nella macchina del tempo dei ricordi. 

Insieme a tanti trekking che ancora vogliamo fare e che sono sogni che prima o poi realizzeremo. 

Viaggiare nel tempo si può.

Laura

 

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