Camminare è condividere: da Barbagelata di Lorsica al monte Caucaso

Cosa significa condividere? 

Quando frequentai il corso da educatrice cinofila al centro Skadog, le nostre insegnanti esperte ci fecero una domanda, all’apparenza molto semplice, ma che mi lasciò, per qualche secondo, di stucco.
“Cosa significa condividere?”. Sembra davvero una semplice domanda. Ma se ci pensiamo bene è un’azione che facciamo da sempre.
Condividiamo.

Il cammino è condivisione… con i pelosetti e con gli Oldies! 

Quando decidi di dividere la tua vita con un cane questo concetto, forse, diventa ancestrale e primitivo. Mettiamo davvero in comune esperienze, emozioni, oggetti o informazioni. Un angolo di focaccia con i cani, ad esempio. O un angolo del letto, in una fredda notte invernale. Oppure la passione per il trekking.
E per noi, che siamo figli, non solo, della classica gita fuori porta domenicale o del picnic di Pasquetta, forse questo tipo di condivisione l’abbiamo un po’ nel dna.
Così, una domenica di qualche mese fa, decidiamo di invitare a passeggiare con questo variegato gruppo le nostre mamme e i nostri papà. Da qui in poi chiamati Oldies.

L’itinerario: da Barbagelata di Lorsica alla cima del Monte Caucaso

Come meta scegliamo la passeggiata che parte da Barbagelata ed arriva al Monte Caucaso. Discretamente semplice, adatta a tutti e con la possibilità di vedere panorami mozzafiato. Così, dopo aver preparato tutto il necessario ed esserci incontrati all’uscita autostradale di Lavagna per un caffè, e magari una pasta con la crema, ci incamminiamo per Barbagelata. Viaggiamo in due macchine differenti e quindi mi chiedo se gli Oldies si stiano scambiando informazioni e ricordi su vecchie gite fuori porta…Non mi è dato saperlo.
So solo che Arya scalpita perché non vede l’ora di scendere e correre; Lucy invece si chiede ancora perché nessuno le abbia portato una pastina alla crema. Magari anche due.

 

 

Barbagelata tra sentieri e storia

Arrivati, finalmente, a Barbagelata posteggiamo le macchine. La giornata è meravigliosa e, nonostante sia pieno inverno, fa caldo. Prendiamo il sentiero proprio dove ci sono i cippi che ricordano la Resistenza.
E mentre gli Oldies fanno un ricapitolo generale di quello che hanno negli zaini, Lucy e Arya, finalmente, accarezzano la libertà.
Per me è una delle entrate nel bosco più belle che abbia mai fatto. Un sentiero dolce e sterrato circondato e coccolato da bellissimi faggi. Mentre Arya controlla ogni singolo albero del bosco, Lucy sembra invece voler ascoltare i discorsi di questo gruppo zamponi, eccezionalmente, allargato. Come immaginavo, si scambiano informazioni e ricordi di qualche gita passata ma non dimenticata. E mentre Arya, illuminata dai raggi del sole, ci viene a controllare perché oggi siamo più lenti del solito, io mi perdo a fare foto. Si sta davvero bene.

 

Arya e l’immancabile tuffo! 

Il sentiero ha piccoli sali e scendi. Qualche torrente alla nostra destra che luccica, perché irradiato dai raggi dal sole. E ovviamente Arya che ci zampetta dentro. È sempre divertente vederla alla prese con l’acqua. Perfino due escursionisti che ci sorpassano se la ridono. Dopo una piccola pausa ripartiamo. Io e Fabrizio più avanti e il gruppo Oldies, con passo più lento ma più sicuro, leggermente più indietro. Con la calma e la tranquillità dovuta, tra risate, vecchie memorie e aneddoti divertenti, dopo circa un’oretta, arriviamo al paletto che ci indica la direzione per raggiungere il Monte Caucaso. Non possiamo sbagliare. Continuiamo e imbocchiamo una discreta salita.
Poco dopo spuntiamo dalla foresta e siamo su una sella in pieno sole.
Siamo tutti affascinati dal panorama.
Ampio.
Brillante.

Sulla vetta del Caucaso

Il nostro sguardo è attirato anche dalle simpaticissime caprette selvatiche che sono proprio davanti a noi.
Arrampicate in verticale e chiaramente in posizione antigravitazionale sullo zuccotto in pietra.
Ci perdiamo a guardarle per qualche minuto perché sono davvero carine. Ripartiamo per l’ultima salita, che costeggia lo zuccotto, per arrivare finalmente sul monte Caucaso.
La vista è meravigliosa. Si vede da Sestri Levante a Portofino. È magnifico! Sulla nostra destra, la collinetta erbosa con sopra la mini cappelletta. Arya ci dice che vuole arrivare fin lassù e così la accontentiamo e ci incamminiamo per qualche manciata di metri in salita. Lasciamo gli Oldies a cercare un prato su cui sistemare i teli per mangiare tutti insieme.
Mentre noi ammiriamo il panorama dal cucuzzolo che sembra pettinato, l’appetito sale, così decidiamo di riscendere e riunire il gruppo.

La sosta ideale? Picnic, il buon vino del Rifugio e un panorama mozzafiato

Gli Oldies non solo hanno preparato un accampamento perfetto ma hanno anche preso dal famoso Rifugio proprio lì vicino (che credevamo chiuso) una bella brocca (a rendere) di vino rosso da condividere.
È tutto bellissimo! (info sulla pagina Facebook: Rifugio Monte Caucaso)
Ci adagiamo sui teli e tiriamo fuori panini, frittate e qualche mandarino dell’orto.
Mangiamo, brindiamo e ci godiamo questo confortevole momento sotto lo sguardo attentissimo di Lucy.
Siamo a 1245 metri, in una splendida giornata invernale, con una preziosa compagnia. Un momento da incorniciare. Ci godiamo tutto il relax possibile. Arya perlustra la zona, ma secondo me sta solo guardando la meraviglia che ci circonda. Offriamo ai nostri amati Oldies un bicchiere di caffè americano e penso che i ruoli si siano un po’ invertiti. Ed è bello così.

Il ritorno nella faggeta

Prima che il sonno del dopo pranzo sopraggiunga decidiamo di ripartire.
Facciamo la stessa strada al contrario.
Incontriamo qualche camminatore che sale e i nostri sguardi si incrociano.
Noi però ci perdiamo a guardare Lucy e Arya fra gli alberi di faggio. Sembrano giocare a nascondino. Probabilmente stanno condividendo un momento tutto loro. Dove l’agguato è il gioco e la lotta il premio. In questo momento possiamo solo fare da spettatori e scattare qualche foto.

Continuamo il sentiero che ci conduce tranquillo al punto di partenza, fra pause, chiacchiere e qualche richiamo. Gli Oldies si perdono in allegre risate e ci interrompono la marcia.
Decidiamo di perdonarli velocemente, ma sola con la promessa vicendevole della sosta alla famosa pasticceria di Favale di Malvaro (nel link, tutte le info: http://www.pasticceriagalletti.it/. ). Raggiungiamo le macchine, una sistemata e si riparte.
Tutti in carrozza. Verso casa.

Condividere la torta? Ma anche no!

Prima però alla ricerca della torta TUTTOAMORE, cavallo di battaglia della famosa pasticceria che dicevo poco fa e dolce da me amato alla follia. Torta che di sicuro non condividerò.
Mentre invece questa giornata, sì. Divertente, speciale, chiacchierata. Ma soprattutto condivisa.
Ecco cosa avrei risposto quel giorno a quella domanda. Ora lo so con certezza.
Condividere è mettere in comune.
Una gita di famiglia.
Zamponi che corrono.
Un bicchiere di vino.
Felicità.

Laura Barresi

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