Imparare… Camminando! La salita al Monte Bello via Santuario di Caravaggio

Un vecchio adagio recita che ogni giorno se ne impara una nuova. Concetto forse banale ma assolutamente veritiero. Abbiamo sempre da imparare qualcosa per quanto mi riguarda.
Dalle persone intorno a noi, dai nostri amici animali o anche da trekking già percorsi.
Magari facciamo un sentiero 100 volte e alla 101esima scopriamo qualcosa di nuovo.

Alla scoperta del Monte Bello 

Ed è così che scopriamo, tempo fa, l’esistenza del monte Bello. Cucuzzolo, che fa da crocevia per altri sentieri, proprio dietro al Santuario di Caravaggio.
Qualche mese fa, pranzando sul crinale erboso del Colle del Gallo, scopriamo l’esistenza di questo monte.
Ce lo appuntiamo e decidiamo di dedicargli una gita appena l’ispirazione sarebbe arrivata.
Non si trovano tantissime informazioni su questo monte nell’infinito mondo di Internet e non capisco perché.
Il momento giunge e così decidiamo finalmente di affrontare questo trekking.

Le “zampone” guest star: Julie e Lilou

Per questa gita abbiamo come special guest star la mia cara amica Julie e una mini (ma non meno importante) guest star di nome Liloo. Liloo è un incrocio bassotto/chihuahua. Un’esplosione di orecchie svolazzanti, codina a elicottero e tanta gioia.
Il percorso è così composto: il sentiero che parte dalla chiesa Millenaria di Ruta, l’arrivo alle piane di Caravaggio, la deviazione a sinistra verso passo del Gallo, l’arrivo al segnavia che ci segnala il Monte Bello.
È una discreta domenica mattina, qualche nuvola all’orizzonte ma la temperatura è ottima.
Zainoni in spalla, scarponi indosso e via.
Partiamo.

 

La partenza! 

Ci vediamo in mattinata dalla chiesa di San Martino di Noceto perché abbiamo la possibilità di arrivare all’imbocco del sentiero a piedi. Siamo tutti puntuali. Le nostre amiche sono arrivate. Liloo ci saluta con degli acutissimi abbaii di gioia. Lucy e Arya sembrano pensare “ma davvero questa nana viene con noi??”.
Il trio si conosce da sempre e negli anni hanno sviluppato un rapporto tutto loro. Un’amicizia sincera senza troppi fronzoli.
Iniziamo il trekking percorrendo quei pochi km di asfalto che ci portano ai gradini che costeggiano la chiesetta in pietra.
Imboccato il sentiero, qualche minuto dopo siamo nei boschi.
Finalmente ci godiamo un po’ di libertà e tranquillità lontano dalla strada.

Lungo il sentiero per il Santuario di Caravaggio

Questo sentiero lo avrò fatto davvero molte volte ma scopro sempre qualcosa di nuovo.
Un angolo di panorama, un albero particolare, una casa in lontananza…
Saliamo nel bosco fra gradoni e sassi.
Mentre camminiamo a passo tranquillo, ci perdiamo in qualche piacevole chiacchiera e raggiungiamo la prima collina pettinata.
Lucy, Arya e Liloo esplorano i prati intorno a noi.
Lucy, con la sua innata compostezza, solca l’erba con grazia.
Arya corre fino alla cima della collina, annusa e scappa via.
Liloo, con le sue mini zampe, saltella sul manto morbido.
Tutte e tre fanno parecchio sorridere.

Chi cammina e chi… fa surf! 

Saliamo ancora e arriviamo sulla dorsale con Recco e la riviera di Ponente sullo sfondo.
Ammiriamo da lontassimo i surfisti nelle acque del golfo che aspettano le onde. Ho freddo solo a vederli da qua.
Arya freme, non ci permette di perdere minuti preziosi, così riprendiamo il sentiero.
Il terreno è morbido e a tratti fangoso. La pioggia della notte passata ha sicuramente contribuito.
Arriviamo ai piani di Cren e prendiamo la deviazione a sinistra che ci riporta momentaneamente nel bosco.
Il terreno, come dicevo poco fa, è molto bagnato.
Facciamo attenzione perché il sentiero inizia a essere stretto e il fango rischia di farci scivolare.

La pozza di Arya

Arriviamo alla pozza di Arya. Sì proprio così.
Poco prima di spuntare alle piane di Caravaggio c’è un enorme buco (credo una vecchia neviera?) che diventa una piscina di fango.
Ecco, questo è uno dei luoghi preferiti di Arya.
Lei ci salta dentro, ci zampetta parecchio ed esce molto felice.
Tappa obbligatoria.
Possiamo così ripartire alla volta del monte Bello.
Usciamo dal bosco e ci ritroviamo alle piane.
Questi prati mi piacciano tantissimo.
I sentierini, solcati dal passaggio umano, che sembrano muoversi grazie all’erba spostata dal vento hanno un qualcosa di fantasy.

 

La Contea degli Hobbit!

Julie fa notare che mancano giusto le piccole casette tonde degli Hobbit mentre Fabrizio canticchia la colonna sonora del Signore degli Anelli. Non posso dar loro torto; sembra effettivamente di stare nella Contea.
Mentre canticchiamo tutti insieme aspettiamo l’arrivo di Samvise ma purtroppo non credo arriverà, così continuiamo la nostra avventura.
Non saliamo al Santuario ma prendiamo la deviazione a sinistra che ci porta al passo del Gallo.
Il sentiero nel bosco si fa parecchio fangoso e se Arya in tutto ciò ci sguazza, la piccola Liloo si lamenta sonoramente.
Cercando di non finire col sedere per terra, usciamo dal bosco e ci ritroviamo al passo.

Al Passo del Gallo

Notiamo da lontano una famiglia che approfitta della bella giornata per un barbecue.
Li salutiamo sorridendo e invidiando il loro ricco pranzo e avanziamo decisi verso la nostra meta.
Questo monte, proprio davanti a noi, un po’ brullo e molto ripido ci sta silenziosamente aspettando.
Arriviamo all’incrocio, il rush finale è qui.
A sinistra si va verso Uscio, a destra verso il manico del Lume.
Esattamente al centro invece il segnavia “TRIANGOLO VERDE” ci segnala il percorso.
Su una roccia invece c’è dipinta la scritta Monte Bello.
Evviva.

L’arrampicata

Iniziamo l’arrampicata parecchio ripida carichi come camosci.
Arya e Lucy scalano la roccia con tutta la potenza che le contraddistingue.
Liloo non è da meno. Nonostante i suoi piccoli passi non si perde d’animo. Che grinta ragazza! Potere ai piccoli!
Noi invece iniziamo ad arrancare un po’.
Ci fermiamo per bere e riposare qualche istante.
Lucy e Arya se potessero parlare, sicuramente, ci prenderebbero in giro.
Vedo lo sguardo di sdegno sui loro dolci musi.
Ripartiamo agognando l’arrivo.
Ci siamo quasi.
Gli ultimi metri sono i più faticosi ma ormai non ci ferma nulla.
Mentre dalle nuvole spunta il sole, noi finalmente siamo arrivati.
Ansimanti.
Stanchi.

Sulla cima del Monte Bello

Qualche secondo per assicurarci di essere davvero arrivati e ci giriamo verso l’immensità del panorama.
È meraviglioso!
Rapallo, Chiavari, Sestri Levante, Recco, Genova volgendo lo sguardo a destra e sinistra.
Dietro di noi la Fontanabuona e il rifugio del Caucaso che ci fissa da lontano.
Un panorama a 360 gradi da ammirare, fotografare e incorniciare.
Cibo per gli occhi che sarà difficile dimenticare.
A proposito di cibo, i nostri stomaci brontolano.
Ci meritiamo del sano relax e un pranzetto.
Appoggiamo le nostre stanche membra sull’erba e ci rifocilliamo.
Un panino frugale e un buon caffè caldo si trasforma in un pranzo da re se consumato in un luogo così magico.
Facciamo foto su foto e ci rilassiamo.
Qualche biscotto per Lucy, Arya e Liloo di sicuro non mancano.
Si meritano anche loro la giusta ricompensa.
Il sole ci scalda e si sta davvero benissimo.
Passiamo un’oretta tranquilli e soddisfatti provando a capire il nome dei monti che ci circondano.
A malincuore però dobbiamo tornare indietro.
Smontiamo il bivacco e ripartiamo.
Via, verso casa.

La discesa

La discesa è tosta esattamente come la salita ma non ci perdiamo d’animo.
Scendendo incontriamo degli escursionisti che salgono, li salutiamo e li rincuoriamo sul fatto di essere quasi arrivati.
Il percorso per tornare indietro è lo stesso dell’andata ma a ritroso.
Il passo del Gallo, il fango dispettoso che vuole farci cadere, i boschi, la Contea, la pozza di Arya.
Tutto come all’andata ma con una prospettiva diversa.
Arriviamo ai piani di Cren e prendiamo quello che chiamo, ormai, il giro matto.
Quel sentiero poco conosciuto di cui parlavo qualche articolo fa.
Quello che, se percorso, ci riporta alla chiesa di San Martino di Noceto.
Lo imbocchiamo con una discreta stanchezza addosso ma ormai siamo quasi a casa.

C’è sempre da imparare: anche camminando!

Mentre percorriamo l’ultimo chilometro prima di ritrovarci sul piazzale della chiesa, ripenso mentalmente a cosa ho imparato oggi.
A volte gli stessi percorsi riservano qualche sorpresa.
Magari basta un po’ di sana curiosità.
Basta fare qualche passo in più e scopri dell’esistenza di un cucuzzolo (ingiustamente) poco conosciuto.
Ho imparato che Arya può rotolarsi nel fango quanto vuole ma stai certa che arrivata a casa sarà (quasi) pulita.
Il cane autopulente.
Ho imparato che Lucy, al contrario, può camminare per chilometri nella melma e rimanere pulita come la neve appena caduta.
Il cane fangorepellente.
Ho imparato che non bisogna mai sottovalutare Liloo.
Sembra piccola e fragile ma quando c’è da scalare chi è Messner in confronto?
Il cane sherpa.
Ho imparato che come trio che canta a cappella non siamo niente male.
Metti che un giorno ci stanchiamo di camminare…
Il trio Chipmunks.
Vedete? Se ne impara sempre una.
Sempre.

Laura Barresi

Potrebbero interessarti anche...

Una risposta

  1. erotik ha detto:

    Excellent article. Keep writing such kind of information on your blog. Im really impressed by your blog. Deanne Miguel Artemus

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *