Trekking urbano – Itinerario 2 – Costaguta mon amour

Partenza: Piazza Cile

Durata: 37 minuti camminata sostenuta.

Difficoltà da 1 a 10: 3/4

Tipologia percorso: scale, sentieri sterrati e carrabile


Cari amici sportivi, per il nostro secondo appuntamento di trekking urbano, vi propongo un itinerario panoramico bellissimo che dalla località Malado ci porterà alla chiesetta di Costaguta e ritorno.

La partenza: piazza Cile

1) Il ponte mobile di piazza Cile

Partiremo per comodità nuovamente da Piazza Cile ( 1 ), in modo che, chi è venuto in macchina possa lasciarla qui. Finito di litigare per il parcheggio ci dirigiamo senza remore verso Via Milano e attraversiamo il ponte mobile.

2) Il passaggio tra i giardini

Superato questo brivido, svoltiamo alla nostra destra, risalendo via Milano fino all’altezza del civico 15.  Poco dopo, sulla  sinistra (2) vedremo uno stretto passaggio tra due giardini, estro architettonico di altri tempi. Solo i più temerari e i più smilzi potranno superare questa prova, che li porterà a godere della piacevole vista del parco Milano, fatto di grandi alberi e un bel campo da tennis.

3) via Costaguta

4) Scalinata in località Malado

Lasciati i luoghi della mia infanzia, oltrepassiamo i campi da tennis e imbocchiamo uno stretto stradino sulla destra sempre indicato come via Costaguta (3) che ci porterà a passare tra condomini e negozi. Attraversiamo un incrocio con una via carrabile (via Sbarbaro) e riprendiamo il nostro sentiero angusto delimitato da una ringhiera  per poi vedere sulla sinistra un cartello che indica Località Malado, seguito da una bella salita (4) .

Only the brave!

Qui inizia il vero allenamento, con una discreta scalinata che sale in mezzo al verde e a belle villette. Tra questa la mia preferita è quella sulla sinistra di color rosso genovese, con un grande trampolino elastico al centro del giardino: sogno di ogni bambino scalmanato e frattura del femore di ogni adulto impavido. Oltrepassata questa tentazione, proseguiamo la nostra salita che ci porterà ad attraversare una strada privata dove potremo

5) Imbocco del sentiero

scorgere sulla destra il passaggio pedonale per proseguire il sentiero (5). Qui la vista comincia ad aprirsi, e più saliamo, più aumenta il piacere.

A caccia di alieni!

Due o tre tornanti più avanti, la vegetazione diventa ricca e folta (6) e lasciate indietro le ultime due villette, ci immergiamo in uno scenario amazzonico degno del film Predator.

6) La vegetazione stile Predator!

Scampato il pericolo alieno, torniamo a posare lo sguardo per terra, perché Costaguta d’inverno è umida e alcuni passaggi tra i massi viscidi possono essere truffaldini. Il nostro percorso verso la chiesetta è a buon punto. Arriveremo ad un bivio segnalato con una freccia azzurra. Qua i più avventurosi potranno girare a destra e perdersi nei campi da golf, mentre per i più saggi rimane la via verso sinistra che ci porterà alla meta.

Pochi metri lungo questo sentiero, tra il fuggi fuggi dei cinghiali e il cinguettio degli uccellini, ed ecco sbucare sulla sinistra la tanto agognata Chiesa dei Santi San Gervasio e Protasio (7), luogo magico per tutti i Rapallini e sede di una splendida sagra estiva. 

Focus: la chiesetta dei Santi Gervasio e Protasio in Costaguta

7) La chiesetta dei SS. Gervasio e Protasio in Costaguta

La chiesetta è stata edificata nel 1932 grazie alle donazioni delle famiglie della zona e affrescata all’interno dal pittore Enrico Paulucci. Il bianco edificio si affaccia su un ampio piazzale: attorno, castagni secolari e ulivi fanno da filtro ai rumori della città e della vita quotidiana facendoci immergere nei suoni, nei profumi, nei colori della natura.
Il toponimo “Costaguta” ha origine evidentemente da Costa Acuta, vale a dire costiera piuttosto ripida e slanciata. Infatti il territorio del Sestiere (i Sestieri sono le aree in cui è suddiviso il territorio di Rapallo) si sviluppa nei boschi che ricoprono l’acuta displuviale che separa il Golfo di Rapallo dall’amena Baia di San Michele di Pagana. La tradizione lega da sempre il nome dei due martiri al Sestiere Costaguta: secondo la leggenda, i Santi Gervasio e Protasio, durante la loro opera apostolica passarono da Costaguta. [fonte: www.festediluglio.it]

Intervallo: esercizi e stretching immersi nel verde 

Qui i più sportivi posso concedersi qualche minuto e sfruttare il grande spiazzo che fa da cornice alla chiesetta per fare flessioni e piegamenti oppure un po’ stretching per le gambe. Ossigenati i polmoni e scaldate le braccia, riprendiamo la scalinata e ci dirigiamo a sinistra, accompagnati da un bel sentiero curato, fatto di ciottoli e cemento che si snoda in mezzo ai castagni. Arrivati ad un bivio con una scalinata, puntiamo decisi verso il basso, lasciandoci sulla destra una magnifica casa con tanto di torre con i merli e sulla sinistra un parco con maestosi abeti e pini marittimi. Qui la vista è talmente bella che preferisco non allegare nessuna foto in modo da lasciare all’osservatore il piacere della scoperta. La scalinata prosegue facile sempre in discesa, interrotta talvolta dalla strada carrabile. Alla seconda intersezione, dobbiamo attraversare la strada e passare sulla destra per riprendere le scale a passo cadenzato.

Siamo fuori dal tunnel (forse)

9) Vista su Ponte Annibale

Arrivati sull’Aurelia, facciamo molta molta attenzione ad attraversare, e riprendiamo sul lato opposto il sentiero che ci porterà a godere di un’inusuale vista sul ponte Annibale (8).

9) Ex chiesa anglicana di St. George

Giunti sotto il suo imponente arco, giriamo a sinistra verso la chiesa sconsacrata (9) e, attraversata la strada, imbocchiamo nuovamente via Costaguta che ci porterà verso la nostra auto.

 

 

 

 

 

10) Siamo fuori dal tunnel

Ultimo tratto simpatico e degno di nota è il mitico tunnel di via Costaguta ( foto 10), dove posso vantare numerosi passaggi a fuoco con la vecchia 500 di mio padre ed un unico passaggio incompleto col Panda di mia madre. Usciti indenni dal tunnel non ci resta che prendere via Tardito alla nostra destra e se le acque sono ancora basse…..attraversare il ponte e tornare a casa. 

Flavio Bona

 

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