Green Life – M’illumino di meno: sette trucchetti anti spreco

Candele al posto della luce elettrica: questa sera, “M’illuminodimeno”!

Oggi, 26 marzo, è la Giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, nata con l’iniziativa “M’Illumino di meno”, organizzata per la prima volta nel 2005 e diventata simbolo della lotta agli sprechi.  Ok, citare per l’occasione Greta Thunberg è più scontato del rigore alla Juve (e anche un po’ da boomer), però il concetto non si potrebbe riassumere meglio: “Nessuno è troppo piccolo per fare la differenza”. Già. Ci sono tanti, tantissimi gesti quotidiani che ognuno di noi può fare, con più o meno sforzo, per la tutela dell’ambiente e per evitare gli sprechi. Alcuni sono noti e stra noti; altre pratiche sono magari immediate, ma basta davvero poco impegno per metterle in pratica. Eccone qualcuna! 

Spegnere i dispositivi e scollegare il caricabatteria e affini quando non sono in uso

Alzi la mano chi non lo ha mai fatto: per la fretta, per la comodità, per pigrizia cronica (io), fatto sta che capita spesso di lasciare il pc in standby, oppure il caricabatteria attaccato alla presa dopo aver finito di caricare il cellulare. Abituarsi a scollegare i dispositivi che non sono in uso comporta sforzo minimo ma è un piccolo, grande passo avanti contro gli sprechi. 

Chiudere il rubinetto mentre ci si lavano i denti o ci si insapona sotto la doccia

Mentre si lavano i capelli o si lascia agire il balsamo (se li avete lunghi), lasciar scorrere l’acqua ha poco senso e si sprecherebbe per nulla. Se siete freddolosi come me, tenete duro e pensate a quando uscirete dalla doccia e vi potrete ancorare avvinghiare come dei polpi al calorifero caldo

Usare sacchetti riutilizzabili anche per frutta e verdura

Non tutti i supermercati e i negozi lo permettono ed è vero che le nuove buste sono biodegradabili e compostabili, ma in chiave “zero waste” riutilizzare è sempre meglio che acquistare ex novo. Io ho preso un set di sacchetti fatti “a retina”, così si vede anche il contenuto. All’inizio vi guarderanno in modo un po’ strano ed effettivamente è una scelta un po’ da nerd dell’ecosostenibilità. Ma giuro, c’è anche qualcuno (una cassiera di supermercato, nel mio caso) che vi chiederà dove li avete comprati per poterli prendere! 

Scegliere prodotti sfusi e non imballati (o imballati meno possibile) con la plastica

Vi è mai capitato di aggirarvi tra gli scaffali del supermercato e trovare la verdura avvolta in dieci giri di pellicola, neanche fosse fatta di Swarovski? A me capita spesso con i broccoli, avvolti nel cellophane come una dannata valigia all’aeroporto. Sorvolando sugli interrogativi su quale colpa debbano espiare i poveri broccoli, l’ideale sarebbe scegliere prodotti sfusi o confezionati con la carta o in vetro. Purtroppo non è sempre possibile, soprattutto al supermercato quando si è di fretta e si prende quello che si trova. Se proprio non ci sono alternative, si opta per la soluzione meno impattante: tipo, prendere i pomodorini nella vaschetta di cartone con involucro in pellicola anziché nella confezione in plastica spessa.

Lavare il bucato in lavatrice a basse temperature

Le puriste della lavatrice qui storceranno il naso: abbassare la temperatura sotto ai classici 40 gradi sarà lo stesso efficace? La risposta pare essere sì, soprattutto con lavatrici di ultima generazione. Insomma: se proprio non avete fatto la lotta Greco-Romana nel fango e non avete particolari esigenze nell’igienizzazione dei capi, il risultato che si ottiene con un lavaggio a 30 gradi raggiunge uno standard sufficiente di pulizia dei capi e, soprattutto, riduce le emissioni di anidride carbonica e il consumo energetico, oltre a salvaguardare i tessuti. Insomma: tre vantaggi in un solo colpo! 

Creme e cosmetici vari in barattolo anziché nel tubetto

Altro “trucchetto” per evitare gli sprechi: scegliere creme e affini in barattolo, possibilmente in alluminio o in bioplastica, anziché nel tubetto. Nel tubo, se ci pensate, volente o nolente resta sempre un po’ di residuo, soprattutto quando il prodotto sta per finire. Io, di solito, tento improbabili giochi di prestigio per spremere fino all’ultima goccia. L’alternativa è il barattolo, che evita più facilmente gli sprechi. 

Comprare confezioni formato famiglia

Questo è uno di quei trucchetti a cui lì per lì non si pensa, dopodiché sembra quasi di aver scoperto l’acqua calda: scegliere un formato grande anziché piccole monoporzioni che generano più rifiuti. A me, ad esempio, è capitato con lo yogurt. Prima compravo i classici vasetti da 125g in doppia confezione, oppure il vasetto da 500g. Da qualche tempo ho “scoperto” il cestello da 1kg, che è decisamente più comodo. Per non mangiare direttamente col cucchiaione dal contenitore stile Trinità con i fagioli in padella, potete trasferire di volta in volta il contenuto in un bicchiere. In questo modo, produrrete molto meno rifiuto in plastica rispetto a consumare i vasetti piccoli. Occhio, però, al rischio inverso:  meglio non comprare prodotti in formato famiglia, in particolare se a breve scadenza, se non siete sicuri di consumarli in tempo! Io ho fatto un tentativo (ahimè, miseramente fallito) segnando su un foglio le scadenze degli alimenti che avevo in frigo o in dispensa. Sono certa che voi sarete più bravi e meno svampiti di me! 

Silvia

 

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Una risposta

  1. Chiara ha detto:

    Ho apprezzato molto i consigli, e vorrei aggiungere che a Rapallo ci sono ben due negozi che vendono detersivi e shampoo alla spina, così si riciclano i flaconi e non si producono rifiuti di plastica 🙂

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