Trekking da Framura a Monterosso tra motti in zeneize e mimose in fiore

From Quebec to Liguria

 

Dopo mesi in cui abbiamo continuato a camminare ma non più a scrivere, torna la nostra bizzarra famiglia di camminatori.

In questa nuova escursione fatta di scoperta e riscoperta, abbiamo due ospiti d’eccezione, due care Amiche. Laura e Ariane. 

Laura, cittadina del mondo, un po’ italiana, un po’ quebecoise, un po’ recchelina, un po’ camoglina, un po’ sarda… 

Ariane, canadese, quebecoise, ormai anche ligure, venuta a scoprire le bellezze del nostro paese… 

 

In viaggio a Levante

 

In una nuvolosa ma calda domenica di gennaio, decidiamo di portare tutta l’allegra banda verso levante. Da Framura a Monterosso. Passando per Montaretto, Bonassola e Levanto. 

Partiamo di buon mattino col treno delle 8.03 da Rapallo. 

La luce è ancora fioca ma siamo tutti belli svegli e pimpanti. 

Lucy e Arya più di tutti. 

Arriviamo nella piccola stazione di Framura puntualissimi e siamo gli unici passeggeri che scendono. 

 

Framura

 

Il sentiero inizia esattamente uscendo dalla stazione. 

Saliamo la scalinata a destra della galleria, al termine della quale troviamo una strada asfaltata che sale. 

Il segnavia sono due righe biancorosse. 

Continuiamo in leggera salita, fino alla fine della strada, passando tra villette con una notevole vista mare. 

L’asfalto ci abbandona per lasciare spazio al sentiero vero e proprio. 

Una leggera discesa nei boschi, un silenzio avvolgente. 

Ci fermiamo un momento perché si sente lo sciabordio del mare, laggiù, in fondo in fondo. 

Questa continua discesa ci porta ad un ruscello che scorre e un ponticello di legno. 

Ovviamente facciamo una sosta perché Arya zampetta felice e noi ne approfittiamo per bere. 

 

Verso Montaretto

 

Ripartiamo decisi visto che il sentiero sale con prepotenza. 

Alla nostra sinistra i silenziosi boschi e alla nostra destra il rumoroso mare agitato. 

Col fiatone arriviamo al primo bivio. 

A destra si continua per Bonassola e andando dritti si sale a Montaretto. 

Scegliamo la seconda ipotesi perché vogliamo far vedere il piccolo paesino alle nostre compagne di avventura. E anche perché vorremmo un cappuccino seduti al bar di paese. 

In 10 minuti arriviamo a Montaretto. 

 

“Sciûsciâ e sciorbî no se pêu” 

 

Un piccolo agglomerato di casette colorate che con le sue vie minuscole ma accoglienti ci porta alla piazzetta principale. 

Una porta rossa con su scritto un detto in genovese mi colpisce particolarmente. 

“Sciûsciâ e sciorbî no se pêu”

Ariane mi chiede cosa significa e le prometto che appena sedute le spiegherò il significato. 

Ci sediamo, ci riposiamo e facciamo la seconda colazione. 

Si sta benissimo e affermiamo con certezza di star bevendo il cappuccino più buono di sempre. 

 

La Casa del Popolo

 

Ripartiamo, per tornare verso il sentiero principale. 

Non prima però di essere passate a vedere la famosa Casa del Popolo. 

È sempre bello riscoprire e scoprire queste bellissime realtà. 

Ripercorsa la strada dell’andata esattamente al contrario, ci ritroviamo al bivio per Bonassola. 

Costeggiamo delle vigne e ammiriamo il panorama. 

In fila, un piede dopo l’altro su questo sentiero così bello. 

Incontriamo di nuovo un altro bivio che ci segnala la strada diretta per Bonassola oppure, con una deviazione di una decina di minuti, la carrareccia per il belvedere Salto della Lepre. 

Scegliamo di nuovo la seconda ipotesi. 

Anche perché una volta arrivati ci accorgiamo della bellezza di questo luogo. 

Delle rocce piatte a strapiombo sul mare. 

Decidiamo di fare una pausa con un po’ di caffè americano e un mandarino. 

 

Un quadro chiamato Bonassola

 

Foto, relax e brezza leggera. 

Ripartiamo verso Bonassola. 

Qualche saliscendi, qualche incontro con altri camminatori in direzione contraria ed eccoci arrivati su questa scalinata con vista. 

Sembra un quadro lo spiaggione schiumoso di Bonassola. 

Scendiamo fino ad arrivare in riva al mare. 

Infatti percorriamo metà spiaggia e nonostante un vento forte si sta davvero bene. 

Decidiamo di ripartire verso Levanto senza fermarci a mangiare. 

Anche in questo caso abbiamo due opzioni. 

O prendere le gallerie oppure prendere il sentiero che dal centro sale tra le case e passa per i boschi. 

Scegliamo di nuovo la seconda ipotesi. 

Prima però ci fermiamo a comprare della focaccia alla salvia in un carinissimo panificio. 

Prendiamo la direzione per raggiungere Levanto, passiamo tra le case, scendiamo nuovamente fino a trovarci davanti uno sterrato polveroso con la piccola Levanto vista da lontano. 

Altro quadro.

Altre foto e tanta bellezza. 

Io, Ariane e Laura contiamo le mimose in fiore che troviamo. 

Sono un altro valore aggiunto a questo trekking davvero suggestivo. 

Arriviamo a Levanto abbiamo tutti fame. 

Lucy, la più affamata, insiste e quindi assencodiamo la nostra meravigliosa Amica e decidiamo di fermarci. 

 

Pausa merenda!

 

Troviamo una piazzetta carinissima con panchine che sembrano aspettare proprio noi. 

Casualmente troviamo anche una gelateria quindi non escludiamo un piccolo conforto dopo pranzo, per noi e per le nostre amiche canadesi. 

Panini, focaccia, acqua fresca, biscotti per Lucy e Arya e siamo rinfrancati. 

Ovviamente decidiamo anche di prenderci un gelato sotto lo sguardo goloso delle cagnone. 

Non possiamo fare altro che dividere i coni con loro. 

Sono le 14 e stiamo decidendo il piano di azione. 

Tornare indietro col treno o andare fino a Monterosso? 

Scegliamo nuovamente la seconda ipotesi. 

Attraversiamo il lungomare di Levanto per prendere il sentiero super segnalato per Monterosso. 

Una lunga salita fra le case che si insinua leggera nei boschi.

Troviamo anche un simpaticissimo B&B davvero particolare. 

Decorazioni da giardino e sulla casa attirano la nostra attenzione. 

Siamo carichi e andiamo spediti per quasi un’oretta, fino a quando il sentiero diventa pianeggiante e ci riporta nel silenzio dei boschi sporcato dal rumore del mare. 

Non manca tantissimo all’arrivo e infatti inizia una leggera discesa verso il mare. 

 

Punta Mesco 

 

Ma prima di completare la tappa non possiamo non fermarci. 

Troviamo un belvedere mozzafiato. 

Si tratta di Punta Mesco! 

In lontananza si vedono le 5 terre ed è bellissimo! 

Le identifichiamo e ci godiamo il magnifico momento. 

Ripartiamo ma con meno energia, anche perché la discesa fatta di gradoni è abbastanza tosta e non vogliamo esagerare. 

Il pericolo di rotolare fino in stazione non è poi così lontano. 

Siamo sempre più vicini all’arrivo e sempre più stanchi ma con questa meraviglia che ci circonda tutto è decisamente più dolce. 

Mettiamo il piede nella piccola e suggestiva Monterosso e siamo felici! 

La stazione è proprio davanti a noi, siamo arrivati! 

Andiamo a fare i biglietti e nel mentre cerchiamo di elaborare tutta la bellezza che abbiamo visto! 

 

In cammino con occhi nuovi

 

Un caffè veloce al bar e il treno che ci porta a casa arriva. 

Escursione completata, amata e vissuta con altri occhi. 

Abbiamo riscoperto questi luoghi e scoperto un modo nuovo di guardarli. 

Mentre il treno ci culla verso casa, Arya e Lucy si riposano serene, Ariane ci fa notare la bellezza dei colori, dei luoghi e dei profumi della Liguria. 

Mi ricorda quella famosa frase che diceva che il vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre ma avere occhi nuovi. 

Quanto è vero. 

(Le meravigliose foto sono state scattate dalla nostra amica Ariane!)

Laura Barresi