Là dove il tempo si è fermato: l’anello monte Castellaro-monte Dragnone, in Alta Val di Vara

Succede spesso di voler mettere in pausa questo pazzo e frenetico mondo, fermare il tempo, prendere gli scarponi e andare.
Andare al passo tranquillo della natura.
E sicuramente quest’escursione fa al caso nostro e ovviamente vostro!
Oggi vi portiamo in luogo meraviglioso, fra prati, pinete e cielo azzurro.
Andiamo sul monte Dragnone e sul monte Castellaro partendo da Pieve di Zignago.
Un bellissimo trekking ad anello!

Pieve di Zignago

Prendiamo l’autostrada e usciamo a Brugnato, seguiamo le indicazioni per Pieve di Zignago e in poco tempo arriviamo al centro del piccolo paesino.
Posteggiamo agevolmente, scendiamo, prendiamo Lucy e Arya e partiamo.
Imbocchiamo il sentiero, segnalatissimo, proprio davanti a noi.
Il cielo è di un azzurro meraviglioso, una signora sbatte i tappeti sul terrazzo, ci vede, ci salutiamo con un sorriso e continuiamo.
Poco più avanti incontriamo un campo con delle bellissime caprette che fanno, chissà, la seconda colazione.
Cerco di attirare la loro attenzione, faccio ciao con la mano come farebbe Heidi ma non sono per niente coinvolte come me.
Proseguiamo sulla sterrata leggermente in salita e tra i pini, nel silenzio più assoluto.
Si sente solo il trotto veloce di Arya felice.
La carrareccia ci porta in poco tempo ad un bivio e ad una piccola palestra di legno.

In palestra!

Fabrizio prova goffamente un attrezzo sotto lo sguardo palesemente irrisorio di Arya.
Prendiamo il bivio a sinistra e lasciamo ai professionisti la palestra nel verde.
Il panorama è sempre bellissimo e il sentiero piano piano inizia a cambiare.
Dai sassetti si passa ad un tappeto di erba tutta spettinata che ci porta ad un tratto decisamente più in salita.
Il sentiero curva leggermente fino a farci arrivare letteralmente ai piedi del monte Castellaro.
Lo vediamo proprio sopra di noi e ci fermiamo un attimo a gustarci questa bellissima vallata fatta di prati verdi, cielo azzurro e tranquillità.

La cappelletta solitaria

Continuiamo sempre in leggera salita fino ad arrivare ad uno spiazzo con in mezzo una piccola cappelletta, un piccolo incrocio per camminatori.
Sembra fragilissima, così nel nulla.
Lasciata a sé stessa, alle intemperie e allo scorrere del tempo.
In realtà guardandola da vicino è bella solida e ristrutturata negli anni.
Prendiamo il bivio di sinistra, sempre ben segnalato.
Un sentiero tra massi e curve che piano piano ci porta sulla cima del monte Castellaro.
E ogni passo in avanti ci svela la meraviglia intorno a noi.
E anche guardando in basso, lo scenario non è male.
Vediamo una fattoria con cavalli, galline, pecore e i cani pastori.
Camminano lenti, quasi fermi, brucano e si godono questa gradevole lentezza.
Solo i cani pastori si agitano un po’ vedendoci all’orizzonte.
Questo facile labirinto di rocce affioranti ci porta sulla cima del monte Castellaro.

Sulla vetta del Castellaro 

Ci accolgono dei pannelli conoscitivi che ci raccontano la storia di un’antica fortificazione ritrovata proprio sulla cima.
Sicuramente interessanti ma il panorama che si gode a 360 gradi ruba, per il momento, tutta l’attenzione.
Ci accomodiamo sull’erba, su questa cima piatta e comoda e ci beviamo un tazzone di caffè americano.
In totale tranquillità.
Lucy segue il nostro esempio e dopo un meritato biscotto si accomoda su questo tappeto naturale.
Arya sempre in movimento, invece, scova fra le rocce qualche povero osso animale.
È la sua dolce ricompensa e gliela faccio godere per qualche momento prima di ridarla alla natura.
Mentre ammiriamo il panorama ci accorgiamo che davanti a noi si trova la prossima tappa.
Il monte Dragnone.

Verso il monte Dragnone 

Ci prendiamo ancora qualche momento di relax prima di ripartire.
Scendiamo esattamente dallo stesso sentiero dell’andata fino alla piccola cappelletta.
Prima però saluto di nuovo tutti gli animali mentre i cani pastori mi tengono sempre sotto controllo. Arrivati allo spiazzo continuiamo dritti e con passo deciso affrontiamo quella che è una vera e propria via crucis.

La via Crucis

Si una via crucis, per noi molto laica, ma sempre via crucis.
14 tappe che ci portano sulla cima del monte.
La pendenza parte prepotente praticamente subito, non scherzo nel dire che sembra di camminare quasi in verticale.
Le più fortunate sono sicuramente Lucy e Arya.
Loro, dotate di un un naturale 4×4, ci guardano dall’alto e salgono agevolmente come caprette.
1, 2, 3….7, 8….9…..10…14 tappe!
Siamo arrivati con un discreto fiatone ad un cancellino artigianale da aprire e chiudere una volta passati.
Ci riposiamo un pochino, beviamo e ci prepariamo per gli ultimi metri.
Pochi passi e ci siamo.
Siamo arrivati sul monte Dragnone.
Ad accoglierci un maestoso panorama e una chiesa rosa e bianca.
Circumnavighiamo l’edificio mentre ci guardiamo intorno.

Che panorama!

Da lassù vediamo la Val di Vara fino al mare, l’Appennino con i monti Porcile, Zatta e Gottero, le cime del crinale Tosco-Emiliano e le bianche Alpi Apuane.
Insomma una meraviglia!
Una piccola corda attaccata ad una campana esterna attira la mia attenzione è non resisto.
La suono!
Uno SDENG un po’ così risuona poco e niente nella valle.
Cerchiamo un angolo tutto nostro dove pranzare che troviamo facilmente.
Siamo solo noi e abbiamo l’imbarazzo della scelta.
Tiriamo fuori la focaccia, l’acqua e ci godiamo il meritato pranzo.
Che pace!
Scatto delle foto, ammiro i monti intorno a noi col binocolo, mi rilasso.
Lucy sdraiata dietro di me elemosina biscottini e Arya sempre intorno a noi ad esplorare.

Il ritorno

Dopo un tempo lento e tranquillo decidiamo di ripartire verso Pieve di Zignago.
Prendiamo la strada davanti a noi sempre ben segnalata.
Il sentiero a scendere è abbastanza ripido e sconnesso ma assolutamente fattibile.
La pineta ci scorta sicura fino a che non ritorniamo esattamente dalla palestra nel verde.
Dal primo bivio che abbiamo preso all’andata.
Riprendiamo la carrareccia e in poco tempo siamo di nuovo dalle mie amiche caprette.
Stanno facendo merenda o forse stanno ancora mangiando dalla mattina, non lo so. Cerco di nuovo di attirare la loro attenzione e una di loro mi regala un tiepido belato.
In poco tempo siamo di nuovo alla macchina.

Merenda time

Saliamo e partiamo verso casa.
Prima però ci fermiamo a Brugnato in un invitantissimo bar pasticceria a fare merenda.
Due cappuccini e due paste farcitissime alla crema sono la ciliegina sulla torta di questa bellissima gita!
Siamo nel periodo di San Valentino e ci regalano anche due biscottini a forma di cuore, li fascio in un fazzoletto e li tengo per le Ragazze.
Sazi e felici torniamo da Lucy e Arya lasciate a riposare in macchina.
Mentre porgo loro i biscotti noto i loro sguardi.
Sguardi di gratitudine e affetto.
Ma sono io che ringrazio loro di esserci quando questo pazzo mondo va veloce e frenetico.
Ma soprattutto ringrazio loro di esserci sempre quando lo mettiamo in pausa e ci godiamo lo scorrere lento del tempo, insieme. Decisamente il tempo migliore.

Laura Barresi

 

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